Neve: piante grasse a rischio “cottura”

Per metà dell’Italia non saranno certo le piante il primo pensiero di oggi: con la grande nevicata piovuta dal cielo in queste ore sono ben altre le preoccupazioni immediate come riuscire a spostarsi, fare la spesa, andare a lavoro. Però su questo blog ci occupiamo del verde, quindi vale la pena di pensare anche a come aiutare le piante, grasse in questo caso, ad affrontare questo mucchio di neve che si posa sulle fioriere, dapprima morbida e poi ghiacciata e dura. Molte grasse non sono rustiche, provenendo spesso da paesi caldi: corrono dunque il rischio di marcire per l’eccesso di acqua che la neve porta sciogliendosi nei vasi. Ma non è solo questo.

Per le piante grasse che si sono adattate ad un ambiente arido, l’inverno rigido è un problema. Molte di queste piante hanno infatti nelle foglie e nei fusti delle “riserve” d’acqua che le aiutano a sopravvivere nell’ambiente originario. “Trapiantate” in luoghi diversi, quando le temperature vanno sotto lo zero, quest’acqua gela, e distrugge dall’interno la pianta che così si presenta “cotta” o “lessa”, come si dice, ovvero completamente marcia.

Se non avete proprio spazio a casa, mettete le vostre grasse al riparo sotto una tettoia o in una serretta all’esterno rivestita con il suo telo di plastica (che nelle giornate di sole potete tenere leggermente aperta per qualche ora per favorire la ventilazione), in modo che siano protette dagli elementi. Il rischio di perderle c’è comunque, ma alcune possono anche farcela, se completamente all’asciutto. Le sopravissute a questo “trattamento d’urto” a primavera le troverete un pò sformate e disidratate, ma si riprenderanno in fretta con l’acqua e il calore della bella stagione. Non temono invece praticamente nulla i graptopetalum e alcune specie di sedum ed echeverie, che le nostre nonne da sempre tengono sul balcone: resistono a (quasi) tutto!

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