Robinie in fiore? Mangiamocele!

E’ la disperazione dei paesaggisti cultori dell’adagio “Piante e buoi dei paesi tuoi” questo bell’albero, la Robinia, venuto dall’America a colonizzare i nostri incolti, sfuggendo di mano ai giardinieri. La si nota proprio ora, lungo le strade di campagna, perché ora é nel pieno della fioritura: dai rami pendono corti grappoli di fiori bianchi, che somigliano molto a quelli del glicine, che spandono nell’aria un profumo delicato ma intenso. Chissà, magari se i grappoli fossero dello stesso lilla del romantico rampicante, questo albero sarebbe molto più gradito! Intanto però questa fioritura così abbondante si presta ad un uso insolito: con i fiori di robinia infatti si preparano delle deliziose frittelle

A crescita rapida e dalla salute di ferro, la robinia o falsa acacia fa veramente tanti fiori e in questo modo si assicura di poter spargere con abbondanza i suoi semi che hanno bisogno di pochissime risorse per germinare e diventare alberi dalla bella chioma verde smeraldo.

Non avremo quindi grossi problemi (attenzione alle api e alle spine, però!) a procurarci i bei grappoli bianchi da friggere in padella in olio bollente, magari scegliendo gli esemplari meno a bordo strada. Potremo offrire le nostre frittelle floreali agli ospiti più curiosi, magari accompagnate da un formaggio fresco oppure come dessert, condite con un filo di miele o presentate insieme ad altrettanto intriganti frittelle (o persino il gelato!) di fiori di sambuco: trovate la ricetta su Pronto in Tavola

Volete cimentarvi? Allora vi suggeriamo di seguire la ricetta di Albertone sul suo blog: basta guardare il risultato (nella foto in testa a questo articolo) per farsi venire l’acquolina in bocca! Farle è molto semplice: ricordate solo di raccogliere i grappoli in modo che i fiorellini siano ancora semichiusi. I cultori suggeriscono anche di evitare di lavare i fiori freschi (al limite passateli con un panno pulito), perché non perdano il loro dolce profumo. E buon appetito!

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7 risposte a “Robinie in fiore? Mangiamocele!

  1. Ciao Scat,
    corretta la risposta di Ornella, quella a grappoli rosa è la ‘Casque Rouge’. E sì, ha il problema dei polloni, estremamente vigorosi purtroppo, perché di solito è innestata sulla specie originaria. Meno invasiva (ma è tutto da verificare) potrebbe essere, sempre a fiori rosa, Robinia hispida ‘Rosea’, a crescita più contenuta della specie.

  2. La robonia dai fiori bianchi detti a Roma :” scarpette della Madonna” cresceva spontanea nei burroni e lungo le strade delle borgate ,i fiori li “si potevano cogliere ” ,poi mangiare crudi o in fritti in pastella e spruzzati( oppure no..) con zucchero al velo.Le ” scarpette della Madonna” erano,come il sanbuco,gli alberi di fico,le canne,i crescioni di acqua,e via dicendo, molto decorativi,belli,salubri ,tipici della campagna romana. Purtroppo la campagna romana non esiste quasi piu ‘, non piu’ in quanto la speculazione edilizia selvaggia,brutale,ignorante e conica ha fatto tabula rasa della stupenda ex campagna romana. Io la ricordo e ve lo posso dire: era meravigliosa.Oggi e’ difficile asserire che esiste ancora una campagna a Roma,una biodiversita’ ,un equilibrio che riferisce all’ ambiente e al sociale.Mille sindaci ( si fa per dire) di Roma susseguiti uno all’altro si sono dimostrati incapaci,fannulloni , ladri e vanitosi,non hanno mai dimostrato amore verso la povera gente ,la natura,l’ ambiente. Roma una sua natura non ha piu’ e quindi neppure una sua biodiversita’ ha piu’ .Sono palazzi del potere con la follia dei potenti al centro archeologiche e architettoniche interessanti realizzazioni ma soprattutto troppo traffico, bruttissimi palazzi in periferia ( troppi..) ,traorto pubblico molto scadente ,cemento palazzinaro asfissiante ,e via dicendo.Gli alberi detti anche : delle scarpette della Madonna,li puoi forse vedere ancora da qualche parte a Roma e dintorni.Resistenti come i partigiani che sognavano una Italia evoluta non nel trasformismo ed il sudiciume politico in generale,e che solo l’ amore vero e la vera amicizia e la pace e il rispetto veramente
    uta nella pace e nel civile

  3. GLI ALBERI DELLE SCARPETTE DELLA MADONNA
    A ROMA E IN ALTRI LUOGHI

    ( di Vladimiro Rinaldi,sito web: http://www.aposidi.com)

    Robinie dai bianchi fiori
    profumati di Roma naturale

    Proletaria Roma
    che scompare

    col degrado sociale e ambientale.

    Roma degli alberi anche detti:
    delle Scarpette della Madonna

    ( c’erano una volta a Roma
    i romani popolani
    la razza alla quali sono fiero
    di appartenere..

    E Roma della ex la campagna
    stupenda a primavera di fiori
    e in autunno di colori.

    Campagna mai protetta da vincoli
    ( e invece andava protetta,e come..

    Volutamente dai politici ricconi
    e papponi
    mai protetta popolazione
    Non mi sono sbagliato,no)
    Natura amor mio
    distrutta dai politici e altri papponi
    e nascosti grossi loro mafiosoni
    burattinai .

    Campagna romana che d’ estate
    avevi la marana
    Nn esisti piu’
    romanadiRoma pure tu
    pipolana.

    Natura
    mai di tutta la popolazione
    ma solo dei ricchi insulsi
    proprietari terrieri
    e dei dicasteri
    che tramano nell’ ombra
    e crocifiggono ‘amore
    a tutte le ore
    ( checche’ tu he dica
    bugiarda televisione).

    c’era una volta Roma
    bellissima e popolana
    e cantava e volava
    (concetto poetico
    che sta
    per :biodiversita’).Creature
    Si sono,anzi li hanno,estinti.

    Li cerchereste invano
    ora ,
    i romani e la natura di Roma
    a Roma.

    Romani popolani:
    canti d’ amore e di dolore,
    razza autoctona
    che ha resistito ai Cesari
    ( La corruzione ha sempre dannato
    questo Paese) .

    I romani di Roma
    non esistono piu'( quale grande perdita)
    Dici: E allora te ?
    Io sono uno degli ultimi reduci morituri
    dei moderni ed osceni Cesari.
    Non li amo affatto,
    troppo male ci fanno e ci hanno fatto.
    Da sempre.Da che storia e’ storia.
    Voi giornalisti non fatevi bugiardi
    sempre e complici dei tiranni.
    Cazzo!


    Non vi appartengo,non ci riuscirete.
    Io appartengo ai fiori spontanei
    e a me stesso e alla povera gente
    che l’ inquinamento delle menti
    e ai danni dell’ ambiente uccidono .

    Genealogie sacrificate al dolore
    sociale,ambientale,culturale

    (eppure il nostro e’ amore,
    dovremmo essere coesi,
    uniti nella Resistenza sempre)
    Noi da voi resi e rese
    vittime sacrificali
    agli altari del potere ad personam
    et ad castae.

    Orchi e orchesse del potere
    demandato senza il nostro permesso,
    tramandato dai ricchi e violenti
    per i ricchi e violenti

    politici e dei poteri forti

    e condannatio memorie
    pianificata sofferenza noster amen
    della classe sociale non abbiente
    in altre parole i poveri

    Oh dolci le robinie dai fiori bianchi
    e profumati che talvolta si vedono
    ai bordi delle polverose. strade
    in quei luoghi di emarginati
    lavoratori oppure disoccupati
    belli nonostante le piaghe
    della storia che purtroppo
    non viene nsgnata
    e che i ricchi arroganti despoti
    e altri bulli ignoranti hanno prodotto
    ai poveri storia di verita’
    amara come il fiele.

    I romani di Roma popolani
    non esistono piu’
    Li hanno estinti
    i capoccioni del male.

    Li hanno estinti
    i potenti
    borghesi prepotenti
    nullafacenti
    o buoni a nulla ma cattivi
    e,diciamolo chiaramente,
    in sociologia e amore
    veramente
    fin troppo ignoranti..

    ..capaci soltanto di rubare
    e ai poveri e alla natura
    di fare del male..

    tali si dimostrano,
    da sempre,
    di essere.

    Robinie dei fiori bianchi
    profumate e dolci
    che api suggono
    per il miele dolce.

    Alberi (io vi amo)
    dei miei ricordi
    e dei grappoli di fiori bianchi
    penduli dai rami..

    Alberi delle Scarpette
    della Madonna.

    Alberi dai fiori bianchi
    di una bellezza semplice
    naturale e perbene
    romantica e partigiana
    stirpe homo poeticus
    et labor(lavoratrice
    intesa pure :disoccupata,
    dati i marci globali tempi)

  4. Grazie Vladimiro X la bella poesia, ho appena finito di leggerla, anzi di assaporarla. Vengo un paio di volte all’anno a Roma x trovare mia figlia che risiede lì da 10 anni, e ciò che tu scrivi me la fa amare ancor di più. Mi sembrava di essere seduta sull’erba di un bel boschetto e ascoltavo le parole della poesia immedesimandomi come fossi stata io a descrivere le sensazioni, emozioni e scoramento nei vari passaggi e pasaggi. Grazie ancora e….. chissà se ci sarà un seguito a questa mia mail.
    Ciao Margherita da padova

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