La gramigna? Mangiamocela!

Gramigna, zizzania, e pensiamo subito all’erbaccia, qualcosa di infestante decisamente non desiderabile. E invece la zizania palustris potete trovarla nel luogo più inaspettato: lo scaffale del supermercato sotto casa. Pronta da …mangiare. Ebbene sì. Lì infatti la trovate sotto tanti nomi: “Wild Rice”, “Riso nero” oppure “Riso Selvaggio” o anche “Riso canadese”, ma si riconosce subito dal colore e dall’aspetto dei suoi grani, lunghi e scurissimi, quasi neri. Inconfondibile anche il sapore: tra la castagna e la noce, un gusto decisamente diverso e accattivante per un cereale.

In realtà con il riso la zizania palustris si confonde facilmente: l’aspetto della pianta in natura è simile e simile è anche l’ambiente in cui cresce spontaneamente in Canada, ovvero paludi e bassi specchi d’acqua. E nella sua terra d’origine questa specie di gramigna è da sempre consumata come cibo dagli Indiani d’America, delle tribù Sioux e Chippewas, che la raccolgono con le canoe addentrandosi nelle paludi. Gli alti steli vengono piegati e poi gentilmente scrollati con l’aiuto di piatti bastoni in modo che i semi cadano sul fondo della canoa.

Il suo successo recente l’ha reso di moda anche da noi e, data la crescente richiesta, alcune coltivazioni di zizania palustris hanno preso il via in altri paesi. Anche in Italia è stata introdotta sperimentalmente ma con risultati scarsi, in parte perché il suo ciclo vitale era ancora poco conosciuto, in parte perché se ne temeva la diffusione incontrollata. Tramite un’attenta selezione però, si sta cercando di ottenere una pianta più adattabile e più facilmente lavorabile con cui ritentare in futuro. Insomma, si potrebbe dire che la gramigna si sta prendendo la sua rivincita… E’ vero, richiede una cottura più lunga del riso classico (ed è un po’ più costosa) ma si presta a molte ricette (per esempio provate quella con il pesce suggerita sul blog di Pronto in Tavola) a causa del suo sapore e l’impatto estetico è assicurato. La si consuma anche mischiata con il riso a chicchi lunghi, come il basmati per esempio (regolatevi con i tempi di cottura però!). Vale la pena provare. Dunque… evviva la zizania!

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