Settembrini in fiore… con il consiglio dell’esperta

I Settembrini fioriscono a partire dal mese che stiamo attraversando. Fanno parte della vastissima famiglia degli Aster, originari del Nord America, e la loro fioritura, estremamente abbondante, dura a lungo. In questo periodo si trovano facilmente nei garden in tutta la gamma di colori che va dal bianco, al rosa, al fucsia, al blu, al lilla, al viola intenso con fiori semplici o con molti petali. Quindi è facile domandarsi: sono un buon acquisto? E una volta comprati, sarà facile coltivarli?

Il settembrino è praticamente irresistibile in questa stagione, con le sue corolle a forma di margherita dai petali sottili. Forma dei veri e propri cespugli formati da lunghi steli che iniziano la loro crescita a primavera, dopo aver trascorso sotto terra l’inverno. Si tratta di una pianta perenne assai vigorosa quindi senz’altro è un acquisto interessante che non dovremo ripetere l’anno prossimo. Perché esteticamente dia il meglio di sé in vaso, occorre solo un piccolo accorgimento.

Moltissime varietà (le più note sono gli ibridi di Aster novi-belgii e Aster novae-angliae) che si trovano in vendita si alzano fino ad un metro e più, e spesso questo, in vaso, è un limite: l’aspetto della pianta infatti tende a farsi disordinato e spesso sgraziato, ben lontano da quel bel cespuglio decorativo che era quando l’abbiamo comprato. Ci viene in aiuto il consiglio di un’esperta, una vivaista che, insieme a suo marito Pierluigi, di Aster ne conosce a centinaia: Gabriella Priola del Vivaio Priola. L’abbiamo incontrata qualche giorno fa alla mostra-mercato Frutti e animali perduti di Guastalla e generosa ci ha regalato, come le succede spesso, un prezioso trucco. Gli Aster autunnali, ci dice Gabriella, vanno tenuti a bada con le cesoie: una buona cimatura delle piante nel mese di giugno (non oltre), mentre sono nel pieno della loro crescita, limiterà di molto la loro altezza al momento della fioritura, consentendoci di avere a settembre una stupenda pianta fiorita perfettamente in forma.

Gli Aster sono piante estremamente robuste, al limite dell’infestante. Sono infatti stolonifere: si propagano (tramite stoloni ovvero fusti sotterranei) in tutta l’area che hanno a disposizione e, per la verità, anche in quella che non sarebbe a loro destinata… L’Aster non è infatti un buon vicino di casa per altre piante: perfetto da tenere in vaso, deve averlo tutto per sé. Accetterà un vicino solo per la prima stagione, poi… sfratterà lo scomodo intruso senza appello! E del resto è difficile che a perderci sia lui: resiste bene alla siccità e benissimo al freddo e al gelo. E in massa crea scenari da favola come quello nella foto, di un vivaio inglese specializzato, le Old Court Nurseries.

Ha solo un punto debole: alcune varietà hanno una certa inclinazione ad ammalarsi di mal bianco ove non ci sia una buona circolazione d’aria (soprattutto nella parte bassa degli steli). La malattia non lo ferma ma di sicuro lo abbruttisce quindi, se decidete di coltivarlo, fate in modo che il vaso non sia stretto in un angolo o troppo a contatto con altri vasi oppure scegliete, informandovi prima, specie e varietà meno soggette alla malattia. Con poche cure i settembrini vi ripagheranno ogni anno con un coloratissimo mazzo di fiori d’autunno, aprendo la via alla fioritura dei crisantemi che li seguirà.

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12 risposte a “Settembrini in fiore… con il consiglio dell’esperta

  1. Aster favolosi: sembra che non fioriscano mai e poi all’improvviso un’esplosione. In autunno danno un bel tocco di colore al giardino

  2. Sono belli e molto decorativi. Vivo in capagna e ho molto spazio mi piacerebbe sapere se x seme potrei avere nuove piante graie.

  3. Salve io sono Amodio Raimo e sono lo specialista Italiano dei Settembrini (Aster Panicolata).
    Vi invito a vedere le foto su facebook alla voce “raimofiori”
    Li produciamo per tutto l’anno, e non solo nel loro periodo naturale di fioritura(dal 10 settembre al 15 ottobre). Per consigli potete chiedere. amodioraimo@hotmail.it

    • Ciao Sorrisa,
      la cimatura consiste nell’asportazione (a mano o con le cesoie) delle “cime” ovvero di tutti gli apici della pianta. In pratica la si “spunta” in modo che sia stimolata a ramificare e a creare nuova vegetazione dal basso. Si ottiene così una pianta più bassa in altezza e più folta.

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