Autunno, tempo di alchechengi: dal balcone al piatto!


In questi mesi maturano sulla pianta gli alchechengi o alkekengi, degli sfiziosi frutti autunnali simili a piccoli pomodorini che si possono tranquillamente coltivare in vaso sul balcone e poi godersi come dessert. Grande il loro potenziale decorativo: ognuna di queste “ciliegine” giallo-arancio infatti cresce protetta da un involucro dalla consistenza cartacea che, da verde, si colora di un caldo arancione la cui forma ricorda una lanterna. E infatti spesso è così che le chiamano: lanterne cinesi. Un vaso capace (magari con un coprivaso arancio!) e voilà, si raccolgono i frutticini in autunno, pronti da pucciare nella cioccolata fusa per farne golosi bonbon!

L’Alchechengio è una pianta ideale da coltivare perché dà soddisfazione sia ai pollici verdi che alle buone forchette 😉 Quando l’involucro diventa friabile significa che il frutto è maturo: lo si può dunque raccogliere senza fare alcun danno alla pianta. Avremo poi la sicurezza che potremo fare questo gesto per molti anni a venire scegliendo se farne dolci grazie al sapore acidulo e agrumato (molto conosciuta la marmellata, grazie al contenuto di pectina) oppure usarli per decorare la casa in compagnia di altri “must” della stagione come pannocchie colorate, zucche e castagne (se siete più interessati al potenziale estetico, optate però per la Physalis ‘Franchetti’ che ha “lanterne” più decorative: i semi si trovano in vendita in bustine).

La pianta dell’alchechengi (Physalis alkekengi) cresce in natura nei nostri boschi: è quindi resistente al freddo e al gelo ed è facile prendersene cura. Questa erbacea perenne non richiede particolari attenzioni: cercate solo di non “annegarla”, perché questo può farla marcire. In inverno la vedrete perdere foglie e seccare i rametti: nessun problema, rispunterà dal suo rizoma a primavera, più rigogliosa di prima.

Invece di acquistarla, potete seminarla voi stessi comprando un cestino di frutti al super: basta destinarne qualcuno ben maturo al vaso. All’interno di ogni frutto infatti ci sono piccoli semi che con un po’ di pazienza si possono estrarre, lavare – togliendo ogni traccia di polpa – e lasciar seccare all’aria. Una volta secchi, fate due leggeri solchi sulla superficie di un vaso, e seminateli, ricoprendoli appena di terriccio. Bagnate regolarmente usando lo spruzzino e dopo un paio di settimane, vedrete spuntare le giovani piantine: tenetele in luogo riparato dal gelo e a primavera date alla più robusta un angolo sul balcone. Da quel momento aspetterete con impazienza l’autunno!

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6 risposte a “Autunno, tempo di alchechengi: dal balcone al piatto!

  1. in un grosso vaso in balcone ho una pianta di alchechengi enorme pienissima di lanterne ma ancora sono verdi, non si sono colorati di rosso, vorrei sapere perchè e cosa posso fare. temo che data la stagione fredda ormai non si coloreranno più con mio grande dispiacere perchè è una pianta che amo per farne decorazioni di fiori secchi. ve ne sarei grata se mi deste un consiglio
    saluti Giuseppina

  2. ma credo sia la varietà peruviana che è piu buona da mangiare ma non ha il colore caratteristico del phisalys che è piu adatto come ornamentale

    • Ciao Tonino,
      sì, la Physalis peruviana è più gustosa da mangiare ma è anche meno resistente al freddo: al nord difficilmente supera l’inverno se gela a lungo.

  3. Buongiorno e complimenti per l’articolo.
    Ho una domanda da porre.
    I semi si seminano in mancanza (luna calante) o in crescenza (luna levante)?
    Ciao e grazie

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