E’ arrivato il gelo, allarme piante grasse

E alla fine, dopo essersi fatto tanto attendere, l’inverno è arrivato davvero. Da alcuni giorni ecco le gelate notturne di rito e le temperature in picchiata, seppure ancora non troppo severe. Per le nostre piante sul balcone è tempo di andare a riposo. Nessun problema per quelle che non soffrono gelo e neve, ma non tutte hanno questa capacità. Per esempio molte piante grasse che ci hanno conquistato occhieggiando dai banconi dei garden durante la bella stagione, ora potrebbero soffrire gravi danni a causa del gelo. Dove poi piove o c’è molta umidità, il danno raddoppia: se il terreno si bagna durante il giorno e poi gela di notte, per molte piante grasse non c’è scampo: si “lessano”, marcendo senza rimedio. Cosa possiamo fare per evitare tutto questo?

Le soluzioni per proteggere le piante grasse dagli inverni duri dove gela e ghiaccia sono di due tipi: una più rischiosa, l’altra più conservativa. Il problema è che, per essere certi di quale sia la protezione invernale necessaria, bisognerebbe conoscere la specie della nostra pianta grassa. Sapremo così se in natura vive in climi tropicali o miti oppure se è una specie già adattata ad inverni difficili.

Nel dubbio, il mio consiglio è che, se tenete alla piantina in questione, la soluzione migliore è ritirarla in casa, mettendola vicino ad una bella finestra luminosa lontano dai caloriferi. Bagnate con parsimonia (può bastare una volta la mese) ma fatelo, perché con il tepore di casa, la pianta non andrà a riposo vegetativo ma continuerà, seppur lentamente, a svilupparsi. Niente concime però, con quello potremo riprendere a primavera.

Se invece pensate di poter correre il rischio, la seconda soluzione è quella di lasciare le piante grasse fuori ma collocare i vasi in un angolo del balcone esposto al sole al coperto dalla pioggia e riparato dai venti freddi (una buona idea è metterle all’interno di quelle mini-serre economiche in vendita nei garden) proteggendole con un telo di plastica che però non rimanga a contatto con le foglie. Se riuscite, nelle giornate di sole, alzate il telo per qualche ora, per evitare eccessi di umidità. Le piante non andranno più bagnate fino all’arrivo della primavera: per sopravvivere infatti andranno a riposo, smettendo di crescere. Utilizzando i propri liquidi interni, durante la cattiva stagione si comprimeranno “restringendosi” fino a tempi migliori. Se ce la faranno, a primavera, grazie alle annaffiature, riprenderanno tono e vigore in qualche settimana, tornando belle come prima.

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2 risposte a “E’ arrivato il gelo, allarme piante grasse

  1. Le piante “grasse” prima cosa é troppo generico, quondi gia ti definisci male. Ci sono succulente, cactacee succulente, e cactacee non succulente. Le prime, in inverno possono essere annaffiate con una siringa attorno la base del busto in prossimità delle radici dunque, e vanno comunque annaffiate poco e s’è necessario, stesso discorso con le seconde, mentre le cactacee in inverno non vanno assolutamente annaffiate da metà settembre all’arrivo della stagione “soleggiata”. In secundus, le “grasse” sempre come genericamente le chiami tu, non vanno messe in casa semplicemente perché per ovvi fattori influenzanti il loro stato metabolico e vegetativo si verrebbe a creare una sorya di anomalia ricreando un ambiente per niente in sintonia con il loro orologio biologico, risultato, crescita anomala delle piante e mancata fioritura all’arrivo della bella stagione. Soluzione: Tenerle fuori in serra, meglio un telo che possa far traspirare la pianta e penetrare un minimo di uv, nello stesso tempo protrggendola da umidità, gelo e pioggia, riposta in una zona protetta e se non c’é la di crea. Prima di tale operazione é bene ricoprire il substrato delle piante (lo si può fare anche nella bella stagione oltre che per ina maggiore protezione anche per un estetica piu gradevole del vado) con ciotoli di matetialr poroso non pietre di fiume, quindi sassoli calcarei semplici, o pietra lavica rossa di piccole medie dinensioni. Impariamo prima di darr consigli errati.

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