Primo comandamento verde: vietato buttare la terra!

Parlando di cassonetti intelligenti per i rifiuti, l’Ing. Ballarini ci ha mandato una riflessione interessante a proposito di un gesto che spesso capita di fare senza pensarci troppo, quello di buttare via le piantine “decedute” con tutto il terriccio in cui sono coltivate. Invece possiamo evitare di farlo riciclando qualcosa che non merita affatto di diventare un’ulteriore voce di costo sulle nostre tasche. Ecco come…

E’ arrivato l’autunno e di solito è questa la stagione in cui la vostra piantina annuale in vasetto si secca, come è naturale che sia, oppure non sopravvive alle vostre amorose incurie. Capita. La tentazione, a cui molti non resistono, è buttare via tutto, vaso e terra inclusa. Alzi la mano chi non ha visto un vaso con la terra buttato nei rifiuti, così com’è, da qualche vicino incosciente.

Ebbene, non si fa.

Con questo gesto, equipariamo il terriccio esausto a tutti gli effetti a qualunque altro rifiuto e viene smaltito a caro prezzo: il costo di smaltimento per kg dei rifiuti è ormai superiore al costo del cibo buono. Non è una battuta, è proprio così nella logistica della nostra società.

Ma la terra non è un rifiuto, la terra è una cosa viva, che rinasce da sola e fa rinascere la vita, in quella che è la madre di tutti i riciclaggi. Quindi occorre fare la cosa giusta: riutilizzarla!

Ecco un modo semplice per farlo.
Procuratevi un recipiente adatto, ad esempio sono comodissimi i sacchi per le macerie che si trovano nei Brico. Sono telati, molto robusti e con un aspetto pulito e ordinato una volta pieni: sembrano sacchi di granaglie o di caffè appena arrivati da terre lontane.

Con la palettina di plastica per giardinaggio, riempiteli con la terra dei vostri vasi e vasetti morti. Eliminate gli elementi difficili da degradare come plastica, cocci, sassi. Tenete invece i residui organici, frammenti di foglie e radici, pezzetti di legno. Sarà Madre Natura a lavorarli: la terra è viva, li “digerirà” e li ritrasformerà in nutrimento. Dopotutto il compostaggio non l’abbiamo inventato noi, ma Lei.

Chiudete i sacchi con dello spago e stoccate i sacchi dove vi è comodo: in un box, una cantina o anche all’aperto, sul balcone o nel giardino, in un angolo riparato ma dove arrivi anche un po’ di umidità.

All’arrivo della nuova stagione, il prezioso substrato sarà maturato, con il suo buon profumo della vita che rinasce, e potrà essere mischiato con del buon stallatico (si trova nei garden) oppure con dell’humus di lombrico. Questo tipo di terriccio è molto ricco e basterà acquistarne un paio di piccoli sacchetti da mettere direttamente nel carrello quando fate la spesa. La terra così “ingrassata” farà la gioia di nuove generazioni di germogli nella prossima bella stagione!

Questo sistema per riciclare il terriccio delle nostre piantine più sfortunate non richiede fatica ed è molto più piacevole rispetto alla consegna presso la stazione ecologica: avrete la soddisfazione di curare tutta la filiera della vita nella vostra casa, e farete qualcosa di non trascurabile per l’ambiente e per il portafoglio.

15 risposte a “Primo comandamento verde: vietato buttare la terra!

  1. Giusto, pienamente d’accordo! Personalmente aggiungerei di setacciare, però, la terra da recuperare. Cercando, così, di eliminare aventuali insetti che, forse, hanno causato la morte della piantina in vaso. ( 🙂 altrimenti è un cane che si morde la coda 🙂 )

  2. Interessante questo afticolo. Pensavo che la terra di piante morte fosse infetta e quindi la gettavo, ache per i consigli ci persone che dicevano di non riutilizzare questoo tipo di terraterra di Ma poi mi sono rivolta a internet ed ecco quesyo articolo. Giustamente peró, come dice Carlo i parassiti rimangono e le uova bisogna toglierle.

  3. interessante , ma come togliere le uova degli ieventuali insetti nocivi per esempio della farfallina che ha letteralmente ucciso i miei gerani ?

    • Ciao Letizia,
      il terriccio di recupero si disinfesta da solo con il calore.
      Se lo tieni al caldo in sacchi a tenuta per alcuni mesi, non dovresti riscontrare problemi legati alle uova degli insetti. Utilizzare fitofarmaci o metodi più invasivi potrebbe depauperare i microrganismi salutari del suolo.

  4. Grazie per questo articolo era quello che intendevo fare con 40 kili di terra vecchia. Ho un balcone piccolo,ma per la maggiore dell’anno pieno sole. Ho ricambiato la terra. Ma non volevo buttarla. La posso mettere anche in box in sacchi come la foto? O anche in un vaso grande di plastica senza coperchio che ho in balcone? Io lì ci metto anche le foglie che cadono in inverno delle mie piante. Grazie per la informazione

    • Ciao,
      fai solo attenzione alle foglie che raccogli: evita con cura foglie di rose, che in genere sono soggette a parassiti e funghi che svernano proprio nelle foglie cadute.

  5. Ciao! Io utilizzo un paio di vasi grandi affiancati al mio box. Reputo che siano un po’ troppo all’ombra, questa volta li sposto. Praticamente rimangono esposti e non so se il metodo del sacco ha maggiori vantaggi ditemi voi! Di sicuro la terra si rigenera, lascio rametti e fogliame sano compreso lo scarto dell’ortica con cui producono ogni anno il mio fertilizzante naturale. Alla storia del riciclo della terra ci sono arrivata guardando cosa fa la natura però non ho ancora trovato il modo per ripulire quel terriccio da infestanti ogni tipo, trifoglio in primis. Di quest’ultimo ho scovato i semi, ma non è così semplice e ho poi 70 basi!

  6. Salve! Io ho perso, ahimè, varie piante tra cui gardenie e gelsomini con una infestazione di ticchiolatura, ed ora sono rimasta con quattro grossi vasi di terra…infetta? Posso conservarla per riutilizzarla l’anno prossimo anche se ha avuto strettissimo contatto con questo terribile fungo? Grazie!

    • Ciao Anna,
      no, se l’infezione è stata massiccia, è meglio evitare di usare lo stesso terriccio: il fungo infatti può essere sopravvissuto all’inverno – particolarmente facile quest’anno, viste le temperature piuttosto miti della brutta stagione al nord – sotto forma di spore, nelle foglie cadute.

  7. Articolo molto utile e interessante,ho però un dubbio:per tre anni consecutivi ho comprato delle piante di rose che poi si sono ammalate e morte ,mentre un’altra comprata precedentemente è vissuta per cinque anni.Se adesso nel rinvasare l’ennesima rosa rampicante che ho comprato oggi,metto della terra vecchia che è rimasta per qualche anno nel vaso di terracotta,miscelata con terra nuova e poi concimata con concime liquido .va bene o no?E in quali prporzioni si miscela la vechia terra con la nuova?

    • Ciao Donatella,
      purtroppo le rose sono un’eccezione al recupero del terriccio, essendo molto soggette a malattie create da parassiti e funghi, che a volte riescono a svernare nel terreno o nelle foglie cadute.

      • Quindi la terra deve essere totalmente nuova,e cosa è preferibile,aggiungere stallatico o humus di lombrico che a quanto ho letto non è altro che stallatico decomposto dai lombrichi?Un’ultima cosa,aspettando la tua risposta non ho ancora rinvasato la pianta comprata due giorni fa.Come devo regolarmi per non danneggiarla?Grazie mille

        • Ciao Donatella,
          in fase di messa a dimora, ovvero quando rinvasi in un vaso più grande oppure crei la buca per mettere la pianta in giardino, è utile arricchire la terra.
          La rosa infatti è un arbusto sempre molto “affamato” di energie e il concime organico le consente di dar vita a sontuose fioriture. Io in genere utilizzo un buon apporto di stallatico, ma anche l’humus va benissimo. Contengono entrambi ottimo nutrimento. Puoi procedere anche subito al trapianto in vaso grande o in terra: queste giornate freddine favoriscono questo tipo di operazione. Non toccare però troppo la zolla, ma spostala intera: questo ridurrà lo stress da trapianto, visto che probabilmente la tua rosa sta già creando i boccioli per la fioritura.

  8. Dimenticavo ,ho un ultimo dubbio,ho svuotato un vecchio vaso di terracotta dalla terra che conteneva,stava li da qualche anno,dopo che la pianta era morta ma non ricordo quale fosse ne il perchè della sua fine.L’ho ripulito come meglio ho potuto e poi ho ripassato le pareti e il fondo con una spugna imbevuta di aceto,come mi hanno consigliato all’orto botanico.Sarà sufficiente per poter riutilizare questo vaso?

    • Sì Donatella, usa pure il vecchio vaso di terracotta ripulito con acqua e aceto. Se però sarà la “casa” per la tua rosa, calcola che sia abbastanza capiente per ospitarla!

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