La curiosa storia della Stella di Natale

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Oltre 120 milioni: è la stima approssimativa del numero di esemplari di Stelle di Natale che ogni anno vengono acquistate in Europa. Non male per una pianta che, nel giro di tre decenni, ha ottenuto un successo enorme sul mercato internazionale, diventando un rituale natalizio a cui ben pochi riescono a sfuggire: o la regalate, o ve la regalano… E comunque la vedete ovunque, un grande classico delle Feste. E anche nel caso della Stella, come del pomodoro, del peperone, della patata e di altre notissime piante, dobbiamo ringraziare Cristoforo Colombo: nonostante si sia ottimamente ambientata nei climi dell’Europa mediterranea, dell’Africa e dell’Indocina, questa pianta è originaria del Messico. Gli esperti di Viridea ci raccontano la sua curiosa storia…

LA SCOPERTA DELLA STELLA DI NATALE
La Stella di Natale fu scoperta nel 1520 dagli spagnoli che, giunti lungo le coste del Messico, si videro venire incontro la popolazione locale sulle canoe, con doni per i visitatori (purtroppo, ben poco propensi a un pacifico incontro di civiltà diverse): donavano frutti e fiori e fra questi anche la stella di Natale, che era nota con l’impronunciabile ma suggestivo nome di Cuetlaxochitle. E sembra che Montezuma, l’ultimo imperatore azteco, abbia fatto trasportare migliaia di piante presso il suo palazzo in quella che adesso è Città del Messico, dove non potevano vivere a causa dell’elevata altitudine. Coltivate in vaso, erano usate come abbellimento, come medicinale contro le febbri e come ingrediente per colorare i tessuti. Di rosso, ovviamente.

EUPHORBIA o POINSETTIA?
Due nomi per questa pianta notissima: Euphorbia pulcherrima o Poinsettia. Quest’ultima denominazione è quella che viene comunemente utilizzata nel mondo florovivaistico, ma entrambi i nomi sono corretti. Il doppio nome è dovuto al fatto che la pianta fu inizialmente dedicata a Joel Robert Poinsett, il primo ambasciatore Usa in Messico. Nel 1828, Poinsett spedì a casa sua, nella Carolina del Sud, qualche talea di questa specie allora sconosciuta negli USA; non poteva certo immaginare, il signor Poinsett, appassionato botanico oltre che uomo politico, a quale notorietà sarebbe stato destinato il suo nome legato alla Stella di Natale.
Nel frattempo il botanico tedesco Wilenow aveva classificato correttamente la Stella all’interno della sua famiglia, le Euforbiacee, decretando, in sostanza, la sua parentela stretta con certi cactus spinosi. La somiglianza è difficilmente comprensibile ma resta invece chiaro a tutti che è una splendida pianta, tanto da meritarsi il nome di Euphorbia pulcherrima che significa in latino “Euforbia bellissima”. Il suo successo commerciale come pianta natalizia a larga diffusione iniziò in California subito dopo la II Guerra mondiale per “esplodere” in Europa a partire dagli anni ’70, quando il numero degli esemplari prodotti in serra cominciò a lievitare, grazie ai progressi della tecnologia vivaistica. L’aspetto decorativo è offerto dalle foglie colorate (brattee), rosse in natura; oggi grazie alle ibridazioni esistono varietà con foglie bianche, color panna, rosa, screziate, verdi, doppie… I colori blu, azzurro e lilla sono invece ottenuti con colorazione artificiale. I fiori veri e propri sono piccoli e poco decorativi, al centro delle foglie colorate.

LA STELLA DI NATALE IN GIARDINO (per pochi) E IN CASA (per tutti)
Sono pochi i fortunati che la vedono fiorire in giardino, al Sud o lungo le coste, in ambienti riparati dal gelo. Ma in casa, in ambiente fresco e luminoso, rimane a lungo molto decorativa e con qualche attenzione non è difficile che sia ancora vigorosa e piena di foglie verdi, in estate, all’ombra o in interni luminosi. In natura, la pianta produce la colorazione del fogliame solo quando le ore di buio sono almeno 14, con l’accorciarsi delle giornate. In serra questa condizione viene ottenuta artificialmente, mentre le piante tenute in casa talvolta formano nuovamente le foglie colorate, ma solo più avanti, verso dicembre o gennaio. La quantità di brattee colorate non sarà mai uguale a quella ottenibile in serra. Accontentiamoci di vedere qualche bella foglia rossa, se abbiamo salvato la stella dell’anno scorso: è già un bel successo.

LA STELLA DI NATALE: COME CURARLA IN CASA – Il consiglio di Viridea
• Per conservare a lungo la stella, scegliete una zona lontana da fonti di calore, con molta luce ed elevata umidità. Vaporizzare spesso acqua (meglio se non calcarea o piovana) sulle foglie verdi. Mantenete il substrato sempre umido ma non fradicio, disponendo sotto il vaso un sottovaso con biglie d’argilla in un velo d’acqua. Evitate le correnti d’aria fredda, molto dannose. È utile rinvasare la pianta dopo l’acquisto o dopo le Feste, in un contenitore di poco più grande con buon terriccio nuovo di tipo universale o per piante verdi. Nutrite la Stella ogni 10-12 giorni con un concime liquido universale.

• Con il passare delle settimane, la pianta perderà le foglie verdi conservando solo le brattee colorate: ma nel frattempo dovrebbero formarsi nuovi germogli di foglie lungo il fusto. Una volta che le foglie si saranno riformate, potate le brattee colorate e tenete la pianta in balcone all’ombra, dove produrrà uno splendido cespuglio di foglie verdi. In estate concimate con un prodotto liquido per piante verdi.

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