120 proprietari e curatori di giardini storici si incontrano nel cuore verde di Milano

Ieri, giovedì 26 maggio, presentazione alla stampa dell’anno 2016 della Grandi Giardini Italiani, circuito di giardini creato da Judith Wade che comprende e promuove più di 100 giardini storici del Belpaese. Per l’occasione si sono incontrati all’Orto Botanico di Brera, “giardino segreto” nel centro di Milano, 120 tra proprietari, direttori, amministratori e curatori di ville e dimore storiche (tra cui Mauro Felicori, battagliero direttore della Reggia di Caserta) che rappresentano una parte vitale quanto misconosciuta della tradizione del nostro paese. Un evento glamour certamente (qui la diretta su Instagram di Fiori&Foglie), ma carico di un’importanza curiosamente riconosciuta soprattutto da persone che in Italia non ci sono neanche nate…

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Judith Wade, fondatrice di Grandi Giardini Italiani

Colpiti da una sorta di amnesia sul loro passato, gli italiani spesso dimenticano il valore di ciò che hanno costruito e quanto sia importante preservarne la testimonianza. Tocca agli “stranieri” ricordarcelo, come è accaduto ieri grazie al discorso dell’olandese Martin Kater, Direttore Orto Botanico di Brera e a quello, appassionato e diretto, del Direttore della Pinacoteca di Brera, l’architetto anglo-canadese James Bradburne. I due personaggi, in una cornice carica di conoscenze artistiche, scientifiche e botaniche (l’Orto botanico di Brera è stato creato nel 1774 per volere di Maria Teresa d’Austria), hanno ricordato al pubblico che il “Made in Italy” di cui si parla tanto oggi in relazione alle nostre prelibatezze gastronomiche, anticamente era invece legato ai nostri giardini, in grado di rappresentare, con la loro trionfale bellezza perfetta, la perizia, il sapere e la grande ricchezza culturale che l’Italia vantava di fronte ad altri paesi.

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James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera

Bradburne si è spinto oltre, definendo come un manipolo di “capitani coraggiosi” coloro che si prendono cura dei giardini storici italiani, intenti con testardaggine a proteggere vitali “isole” di splendore, storia e cultura dagli elementi avversi di una società troppo distratta e affetta da una cronica memoria corta.

Come se fossimo tornati al 500, quando la storia dei giardini italiani ha avuto inizio: figli della paura, i giardini, nota Bradburne, nati dalla necessità di creare un posto sicuro protetto dal mondo duro e selvaggio di quei tempi. Nel mondo neoplatonico presto i giardini diventano magici, luoghi di simboli che richiamano la spiritualità, dove si concentra l’azione suprema delle forze della natura. E tra tutte, quella più potente, l’amore, ne fa la sua dimora elettiva: ed ecco comparire i boschetti per le passioni lecite – e illecite – di dame e cavalieri, i giardini segreti.

Una lunga tradizione, densa di eventi, sentimenti e know-how che, per sopravvivere, verde vivente, abbisogna di cure e amore. Fortuna che ci sono “stranieri” come questi, a volte più italiani di noi, a ricordarcelo…

Il sito di Grandi Giardini Italiani: www.grandigiardini.it

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