Fiori? No, grazie. In vaso mettiamoci il muschio

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In vaso mettiamoci il muschio. E’ con questo slogan curioso che – soprattutto in questi giorni piovosi! – possiamo guardare alle nuove proposte per un giardinaggio insolito, dove protagoniste non sono più le corolle. Nelle più recenti mostre-mercato, sempre avvolte da un tripudio di fiori, il  vivaista di Central Park, Mario Mariani, specializzato in piante particolari, ha proposto vasi di muschio, soffici cuscini vegetali che più che ai pollici verdi fanno pensare al design. Ma prima di noi la bellezza del muschio l’hanno scoperta da secoli i giapponesi: a ovest di Kyoto infatti si possono visitare i giardini di Saiho-ji, moss garden in cui le superfici vengono ammorbidite e colorate da 120 tipi di muschio che si sporgono sul laghetto zen. Ma cosa affascina tanto di un vegetale che mentalmente abbiamo da sempre relegato ai boschi di montagna o tuttalpiù ai presepi?

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Vi siete mai soffermati ad osservare il muschio? Qualche tempo fa aveva fatto notizia l’hobby diffuso in Giappone grazie a cui comitive di giapponesi organizzano tour di “osservazione del muschio”, attività considerata estremamente rilassante, che si svolge in particolare sulle sponde che circondano il lago Shirakoma, coperto da un soffice tappeto verde che si presta particolarmente alle foto macro dei visitatori. Di muschi infatti ne esistono moltissimi, ognuno con una specifica “trama”.

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Più che una pianta, in effetti il muschio sembra quasi un tessuto vivo. Non possiede radici (se non per ancorarsi) e si “nutre” di umidità. Cresce con enorme lentezza in colonie e quando l’umidità non è sufficiente a sostenerne il metabolismo, si asciuga ma non muore. Cambia colore – da verde brillante diventa giallognolo, e attende con pazienza il ritorno dell’acqua. Non soffre né malattie né gelo e può vivere direttamente sulle rocce, in un sottilissimo strato di terreno. muschio_cortecciaInsieme ai licheni da secoli popola tra i luoghi più inospitali della terra, facendo da “pelle” al pianeta, come fa l’erba, mantenendo l’umidità superficiale e proteggendo il terreno dal dilavamento della pioggia. Questa sua tenacia è uno degli elementi che attirano l’ammirazione orientale, oltre alla capacità di crescere armoniosamente in gruppo. Il muschio è così stimolo vivente alla meditazione, di cui il giardino a quelle latitudini è luogo di elezione.

Il muschio riporta a ritmi ancestrali: ci ricorda il tempo che passa. Lo associamo alle statue e alle rovine antiche, e ci affascina quando con la sua presenza dona un tocco morbido alle dure cortecce degli alberi esposti a nord.

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L’ultima moda è coltivarlo in vaso, creando composizioni di design: senza raccoglierlo nei boschi (è vietato per legge) ci sono moltissime “ricette” in Rete da provare per crescerlo fuori in un angolo umido e ombroso oppure per creare in un terrario in casa un microcosmo vegetale insieme a piccole felci (o persino modellini di animali e persone, come nei terrarium in contenitori di vetro da tenere sul tavolo, ve li ricordate?): stimolerà così in noi calma e serenità secondo uno stile di vita “slow”, in cui lo spirito è meno preda del momento. Da provare!

 

Il sito dei moss garden giapponesi: www.saihoji-kokedera-reservation.com 
La Pagina facebook del Vivaio Central Park

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