Camminiamo sull’acqua con Christo giocando con il paesaggio

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E non si parla d’altro in questi giorni: da quando la magica passerella dorata dell’artista Christo Vladimorov Yavachev ha aperto le porte al pubblico, sul lago d’Iseo si sono riversati a migliaia, come se si trattasse della più grande festa dell’anno. E sui giornali i critici si scontrano, tra sostenitori e detrattori, di “The Floting Piers”, questo pontile così particolare che sta unendo in questi intensi 16 giorni e fino al 3 luglio 2016 – il paese di Sulzano a Montisola e all’isoletta di San Paolo, proprietà privata della famiglia Beretta, noto marchio di (sigh!) fucili. Ma su Fiori&Foglie non discuteremo se l’opera di Land Art dell’artista bulgaro dal nome così calzante è un capolavoro artistico o meno (è tema per il blog d’arte di Tgcom24). Quello che invece ci interessa è l’impatto che quest’opera sta avendo su di noi pubblico, che la osserviamo e che la sperimentiamo, in rapporto con la natura: e i risvolti per qualche riflessione non mancano di certo.

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Si può dire di tutto della passerella di Christo, ma oggettivamente una cosa non si può negare: stupisce e colpisce (e non è proprio questo il fine dell’arte? Scardinare lo status-quo con una visione del tutto nuova?). Insomma, è bella. Vedere quei 3 km di nastro dorato che creano una strada sulle acque è qualcosa che non può lasciare indifferenti (ce lo racconta il bel post di Carlottissima). Proprio come il nome che porta, l’artista ha dato vita ad un cammino galleggiante che fino adesso nessuno riteneva possibile. E lo ha fatto con una semplicità disarmante. Questa trasformazione del paesaggio apre le porte della nostra mente al nuovo, alla possibilità di giocare con i grandi elementi della natura, con laghi, mare e montagne come mai prima. Mostra esattamente cos’è la Land Art, fusione di uomo e natura nel rispetto reciproco, e come è in grado di cambiare il nostro modo di vedere la realtà e l’ambiente di cui siamo parte attiva.

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Christo Vladimorov Yavachev

La facilità del cambiamento di un panorama che sembra immutabile ci ha lasciato (piacevolmente) basiti: “Ma allora si può fare!”, in molti devono aver pensato. E la riflessione si estende ancora a: “Anche in Italia!”. Eh sì, perché nel nostro paese i tempi in cui “The Floting Piers” è stata realizzato sono quasi inconcepibili, come attesta la più azzeccata parodia su Facebook che trionfale annuncia: “Christo farà la Salerno-Reggio Calabria sul mare in 15 giorni” 😀 Nel giro di due anni l’artista ha messo d’accordo le amministrazioni, i comuni, gli enti e ha arruolato 500 persone tra volontari e pagati per tutto ciò che occorreva: dall’istallazione alla sicurezza. Uno dei miracoli di Christo, potremmo dire.

E un altro è il fattore denaro. 15 milioni di euro secondo Dagospia di tasca dell’artista, di cui una parte finanziata dalle banche: beh, per altre opere anche meno impattanti di queste, non si fa in tempo a completare i lavori che i fondi spariscono o si basano su sponsor che si tirano indietro se il loro nome non giganteggia in bella evidenza. E l’opera ha portando l’interesse della stampa globale sull’Italia, in angoli del paese che non hanno mai goduto di tale notorietà, in un ciclo virtuoso che porta guadagni. E nel paesaggio inedito che l’artista ha creato noi gente comune ci possiamo entrare gratis, e pure di sera: da non credere…

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L’ancoraggio del pontile

Quello che Christo ci sta facendo capire è che la volontà può molto, moltissimo, se non tutto. Anche creare reti sull’acqua e collegare così ciò che la natura ha separato. Quel ponte dorato che si staglia sul blu profondo del lago è pura energia: il motore di quest’opera in effetti è il sogno dell’artista, che da anni con sua moglie aveva in mente il folle pontile d’oro e che alla memoria di lei e del loro amore ha dedicato “The Floting Piers”. L’amore può tutto, ecco il terzo – anzi, il primo! – miracolo di Christo.

E fatemelo dire, quanto ci piacerebbe che tutto questo non finisse il 3 luglio!

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