Banani e palme cresceranno in piazza Duomo

Addio carpini e clerodendri: sfrattati dall’aiuola di fronte alla Madonnina, saranno rimpiazzati da rigogliosi filari di banani e palme. E’ questo lo scenario esotico previsto dal progetto presentato da Starbucks, il nuovo sponsor dell’aiuola più in vista di Milano, quella di fronte al Duomo. Il brand creatore del frappuccino starà pensando forse che i suoi 200mila euro sono stati ben spesi, visto il clamore che sta suscitando la notizia. Oltre alle palme, alle foglie verde smeraldo dei banani si affiancheranno grandi cespi di erbe ornamentali e fioriture rosa che si alterneranno durante la stagione, in primavera con bergenie, in estate con ortensie ‘Vanille Fraise’ e ibischi. Ai piedi dell’aiuola dal look tropicale, un tappeto di ghiaia scura (color caffè?).
Del resto il coro di voci era inevitabile (sulla pagina facebook del Comune di Milano i commenti si sprecano) viste le caratteristiche insolite della nuova sistemazione a verde prevista da Marco Bay, architetto paesaggista formatosi in Inghilterra ma di nascita assolutamente meneghina, peraltro con incarico, tra il 2005 e il 2009, nella commissione edilizia per il Comune di Milano. Non che sia una novità il fatto che il verde nel centro storico susciti discussioni, ma certo dopo grano e orti, ancora i banani non li avevamo visti, anche se ne compare qualche esemplare, rivendica con forza il Comune, in una foto di fine ‘800 dell’archivio Alinari (da notare che la piazza nella foto ha comunque molto più verde di oggi!).

Nell’ottica della sperimentazione, la cosa potrebbe avere anche un senso: dopotutto si tratta di un’istallazione temporanea, che cambia ogni 3 anni a seconda dello sponsor a cui viene venduta. Non parliamo dunque di uno spazio verde definitivo, dove l’associazione vegetale dovrebbe rispondere a valutazioni più complesse. Tirare in ballo la coerenza con il contesto storico sembra un attimo fuori luogo e in ogni caso il progetto ha ricevuto l’avvallo della Sopraintendenza.

Nel caso Starbucks a perplimere è il potenziale decorativo che potranno offrire queste piante durante i tre lunghi inverni padani previsti dal contratto. La notizia infatti fa leva su un termine interessante: “sempreverde”. Se è questa la connotazione richiesta, bisognerà sperare che i prossimi 3 inverni saranno miti in modo da consentire ai banani di mantenere la loro bellezza: solitamente nella brutta stagione le grandi foglie si rovinano per il freddo, e sfilacciandosi per il vento, offrono poca gioia alla vista. Le ortensie manterranno i panicoli di fiori secchi (se nessuno interverrà con qualche folle potatura) che sono pur sempre decorativi, ma gli ibischi, se parliamo di quelli tropicali, non resisteranno al freddo, se parliamo di quelli rustici, perderanno comunque le foglie.

E’ vero, trovandosi in centro a Milano, l’aiuola sarà più protetta ma se gelasse per mesi o peggio, nevicasse, i danni potrebbero essere vistosi, anche sulle cosiddette canne giganti cinesi, Miscanthus floridulus. Forse in quel caso è già prevista la sostituzione con esemplari pronto effetto a primavera? Il problema invece non si porrà per le palme: la specie impiegata, Trachycarpus fortunei, è campione di resistenza al gelo e da tempo spunta indomita tra la vegetazione dei giardini milanesi, con buona pace dei detrattori più conservatori.

I lavori inizieranno in queste settimane: sarà interessante assistere allo sviluppo del progetto. E chissà che questa voglia di sperimentare il verde in città non diventi contagiosa!

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