Per innamorarsi? Serve un prato, parola di sociologo

E’ notizia pubblicata qualche giorno fa da La Repubblica che secondo un’indagine sociologica gli abitanti di Città del Messico senza un prato vicino non si innamoravano più. Una distesa verde, pure incolta, hanno verificato, migliora la qualità della vita delle persone perché fornisce l’opportunità per incontrarsi, in libertà e serenità. Ottimo per i bimbi? Anche, ma utile soprattutto per gli adulti. E’ questo è talmente importante che da quando hanno rimesso a disposizione un vasto prato incolto nella città, sono statisticamente calate depressione, rapine e proteste, riporta l’articolo. Sono i prati della contemporaneità, “prati collettivi” li chiamano.

L’ERA DEI PRATI COLLETTIVI
Costano poco e spesso li curano gli stessi residenti: i prati stanno diventando una risposta al problema della solitudine nelle città. Sono lo spazio dove trascorrere il tempo in compagnia di altre persone, dove camminare all’aria aperta per sentirsi bene, dove raccogliere qualche fiore, collegarsi con wi-fi, giocare, mangiare e scambiare quattro chiacchiere con i vicini. E organizzare mercatini, flash mob, sessioni di yoga e tai-chi.

BASTA PARCHEGGI
Alle nuove città moderne servono verdi spazi dove ritrovare se stessi, il contatto con gli altri e con la natura. E’ non è un’idea che riguarda le città all’estero: a Treviso il 16-17 febbraio Fondazione Benetton organizza le Giornate Internazionali di Studio del Paesaggio. E indovinate il tema di quest’anno? “Prati, commons – Luoghi di vita pubblica nel paesaggio della città”. Con una raccomandazione: “Pregasi di calpestare l’erba”.

 

Ps. Un grazie ad Andrea per aver segnalato a Fiori&Foglie la notizia!

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