Brevettato l’asparago mutante ermafrodita

L’esemplare tutto particolare di asparago il cui fiore è dotato dei caratteri sessuali sia maschili che femminili, peraltro entrambi perfettamente efficienti, è stato individuato nella collezione del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria). Ne parla il ricercatore Giuseppe Leonardo Rotino della sezione di Genomica e Bioinformatica del Crea, illustrando le ultime scoperte sull’ortaggio più “virile” della nostra tavola, di cui è stato decodificato interamente il genoma.

La notizia della scoperta di tutti i più “intimi” (è proprio il caso di dirlo!) segreti dell’asparago è stata pubblicata dalla rivista Nature Communications. Un successo anche italiano: il team di ricercatori autore dello studio è frutto di un consorzio internazionale guidato dalla Università della Georgia (Athens, USA) con il coinvolgimento di ricercatori del CREA, guidati da Agostino Falavigna, e dell’Università di Reggio Calabria.

La decodificazione del genoma dell’asparago permetterà l’individuazione dei geni implicati nella determinazione del sesso dell’asparago, una variabile importante per la produzione commerciale. L’asparago infatti può essere maschio o femmina e per produrre seme, gli individui di sesso opposto necessitano di essere impollinati. L’analisi genetica ora consentirà di ridurre i tempi, individuando il sesso nelle piantine senza aspettare la fioritura. Discorso diverso per l’asparago “mutante”, che avendo entrambi i sessi in uno stesso individuo, è in grado di autoimpollinarsi. L’asparago ermafrodita è stato già oggetto di brevetto da parte di una ditta sementiera, la Limseed.

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