Riscoperto il dolce melograno verde di Russi, meraviglia segreta dell’Emilia Romagna

Aveva sete. E in mezzo alla campagna, la torrida estate romagnola non fa sconti. Per dissetarsi, un collega gli suggerì di mangiare un frutto di quel curioso melograno che cresceva contro il muro della casa. “Ma non saranno maturi”, pensò l’artigiano, eppure, seguendo lo strano consiglio, aprì uno dei frutti verdi della pianta e lo mangiò, scoprendolo dissetante e dolce, nonostante la buccia fosse quella immatura, di un bel verde brillante. E fu a questo punto che il caso fortunato – racconta emozionata Maria Patrizia Matteucci dell’Associazione Giardino e Dintorni – ci mise lo zampino…

Perché il destino volle che l’artigiano che lavorava nella casa colonica del Masinet di Chiesuola, piccola frazione di Russi, era anche un appassionato di piante, e nel suo giardino aveva creato una piccola collezione di melograni rari. Capì dunque subito il valore di quella varietà così speciale a cui nessuno aveva fatto molto caso, di cui si potevano gustare i frutti dolcissimi anche in piena estate senza dover aspettare che arrossasse la buccia.

L’artigiano appassionato segnalò la preziosa pianta all’associazione locale Giardino e Dintorni, ed è proprio dalla voce di un manipolo di motivati pollici verdi, nella persona della Matteucci, che siamo venuti a conoscenza dell’avventurosa storia di questo albero sopravvissuto e dei suoi succosi quanto insoliti frutti.

Scoperto il dolce melograno verde, con la Pro Loco iniziò una ricerca storica per risalire alla sua diffusione e utilizzo nella zona. Fu così che venne riscoperto e denominato il Melograno di Russi, esistente in un unico vetusto esemplare che cresceva contro il muro della casa ben dal 1949. Più spinoso dei suoi fratelli comuni, l’albero, riferiscono i fittavoli, è sempre stato produttivo, dando, a partire dal mese di ottobre, 20-30 grossi frutti dorati, colmi di lucidi grani rosso fragola, insieme ad altri, più piccoli.

Dal momento in cui la voce ha cominciato a diffondersi, alcuni anni sono passati. L’Arpa della Regione, per preservarne il germoplasma, ha inserito il melograno di Russi all’interno dei suoi Frutteti della Biodiversità e alcuni eredi della pianta madre sono stati piantati in giardini privati della zona, visitabili durante Meraviglie Segrete, evento che nel 2017 (quest’anno avrà luogo il 12-13 maggio) ha aperto nel ravennate le porte di 70 giardini e spazi ad un pubblico di 9mila visitatori.

Da quell’albero solitario ma sanissimo sono state dunque create nuove piantine che, ci si augura, daranno un futuro assicurato a questa varietà tanto preziosa e particolare che, viste le peculiari qualità, ha tutti i numeri per essere resa maggiormente nota al grande pubblico e considerata a tutti gli effetti un valore da tutelare all’interno del nostro Made in Italy.

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