Dal Giappone ecco le banane “glaciali” che si mangiano con la buccia

Si chiamano Banane Mongee e neanche a dirlo, le hanno “inventate” i giapponesi, in particolare quelli della prefettura di Okayama. La loro particolarità? Si mangiano intere, buccia compresa. Certo, il prezzo non è popolare: una banana Mongee costa quasi 5 euro… Del resto queste banane si producono solo utilizzando una speciale tecnica di coltivazione “glaciale”, che praticamente “congela” le piantine a -60°C per poi riportarle gradualmente alla temperatura di 27°C. Niente OGM dunque, ma solo agricoltura “hi-tech”.

Questa “glaciazione” artificiale, spiegano i giapponesi della D&T Farms nel sito web dedicato alla Banana Mongee, induce la pianta a sviluppare i frutti molto più rapidamente del normale. Il risultato sono banane più piccole di quelle che conosciamo, ma anche più dolci, molto profumate, che si consumano intere e ben mature, ovvero quando la buccia, sottile e non fibrosa, mostra sulla superficie i puntini scuri.

Il sapore? Pare che il frutto abbia un sentore più marcatamente tropicale, che ricorda anche il gusto dell’ananas. Inoltre conterrebbe 10 volte la quantità di zinco rispetto alla classica banana. La coltivazione in serra con il “freeze thawing awakening method” offrirebbe grandi vantaggi: permette una maturazione del frutto in tempi record (4 mesi contro i 2 anni necessari) e di non utilizzare pesticidi. Le Banane Mongee per ora sono disponibili solo localmente e in quantità limitate, ma l’azienda ha in mente di espandersi e di sperimentare altre coltivazioni con il metodo “glaciale”, magari direttamente in Siberia.

Chissà che non possa essere un modo per limitare l’enorme spreco di banane denunciato da uno studio della Karlstad University pubblicato in questi giorni sulla rivista Resources, Conservation and Recycling: nei supermercati svedesi le banane sono tra i 7 frutti che finiscono più spesso nel cassonetto dei rifiuti a causa dei veloci tempi di maturazione.

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