Coltiviamo in vaso il caviale vegetale?

Cresce come un limone, ma limone non è 😉 Quando lo apri, dai suoi frutti lunghi e stretti escono piccole sfere con all’interno un liquido profumato al sapore di agrumi, che si sposa perfettamente con i piatti di pesce. Chiamato “caviale vegetale“, il Finger Lime (Citrus australasica) è un agrume australiano che sta guadagnando sempre più consensi tra gli chef stellati, tanto da attirare l’interesse dei coltivatori americani che in California stanno iniziando a coltivare per profitto questo singolare agrume che viene da lontano. E l’Italia non sta certo a guardare: anche nel Belpaese da qualche anno si stanno iniziando a coltivare i finger lime per profitto. Perché dunque non provare a farlo anche in giardino o in terrazzo per il piacere del consumo “domestico”? Continua a leggere

A Pistoia questa settimana parla il Paesaggio

Una settimana intera, tutta dedicata ad un unico tema dalle mille anime: il paesaggio, con tutto ciò che contiene: aziende, prodotti, piante e persone. E’ “Vestire il Paesaggio”, evento organizzato dalla Provincia di Pistoia che riunisce esperti, vivaisti, ricercatori, imprenditori e giornalisti in una densissima kermesse dove dalla mattina alla sera, in una tabella di marcia degna di una competizione culturale, si susseguono incontri e convegni con visite ai poli di eccellenza locali. E quale paesaggio potrebbe essere miglior protagonista di un’iniziativa di questa portata che quello toscano, con tutte le sue qualità e le sue enormi potenzialità? Continua a leggere

Nel rabarbaro la chiave per la pila pulita?

250mila euro in 55 minuti e 500mila euro in 10 ore: sono i risultati strabilianti raggiunti dalla raccolta record di fondi sul web lanciata da Green Energy Storage per lo sviluppo di batterie organiche basate su un brevetto dell’Università di Harvard, che permettano l’accumulo di energia proveniente da fonti rinnovabili. La chiave delle batterie del futuro? Il chinone, una molecola presente nel rabarbaro ed in altre piante. E’ proprio di rabarbaro la foglia che copre dalla pioggia il bimbo nella foto di apertura di questo articolo: secondo alcuni, questa curiosa pianta gigante ci aiuterà a liberarci dai veleni dei combustibili fossili. Continua a leggere

Skygarden di Seoul: e la sopraelevata diventa un parco con 24mila piante

E’ successo di nuovo, stavolta a Seoul: una vecchia sopraelevata in disuso è diventata un parco pubblico, lo Skygarden, dove 24mila vegetali tra alberi, fiori e piante, rendono fruibile lo spazio, dandogli una nuova vita e una nuova funzione. Insomma, la lezione della High Line di New York sta facendo scuola. Il verde diventa strumento per ridare alla città spazi persi da vivere, dove ora è possibile passeggiare, prendere un caffè, incontrarsi, godere dell’aria aperta guardando dall’alto strade e viali ingorgati di traffico e smog. Continua a leggere

Nuove piscine? Solo con piante intorno e acqua piovana

La provincia di Treviso come la Toscana. Copiando una norma in vigore sulle colline toscane, l’amministrazione comunale di Asolo ha stabilito che sarà possibile ottenere il permesso di costruire nuove piscine solo se è tassativamente prevista per loro un’ambientazione verde. Insomma le vasche dovranno essere circondate da alberi, fiori e piante, addirittura “indigeni” ovvero autoctoni. L’idea è preservare il paesaggio, scongiurando la costruzione incontrollata delle piscine che proliferano sempre più a opera di privati, sfigurando il territorio. Continua a leggere

Arriva Pl@ntNet, l’App che riconosce le piante da una foto

Ce n’è qualcuna in circolazione da qualche tempo, ma non hanno finora avuto un gran successo: sono le App per lo smartphone che danno un nome a piante e fiori. Tra tutte però pare che Pl@ntNet, detto lo “Shazam delle piante”, abbia delle qualità interessanti, in primis quella di trasformarci un po’ tutti i botanici “in erba”, in modo assolutamente gratuito. Continua a leggere

Vietati piante e fiori freschi al cimitero fino a settembre

Niente di vegetale per il caro estinto da giugno a settembre: in pratica sarà possibile ricordare i propri defunti solo con decorazioni… di plastica. E’ il diktat lungo quattro mesi imposto dai sindaci in alcune regioni italiane, ad esempio in molti comuni pugliesi: niente fiori nei cimiteri. La ragione? Il caldo farebbe marcire velocemente le corolle, creando cattivo odore e attirando insetti. Continua a leggere