22 feb

Scoperta la Pompei vegetale

fossile felce250 Scoperta la Pompei vegetaleAbbiamo appena parlato della “resurrezione” di un fiore estinto, che subito arriva una notizia di portata ancora maggiore: stavolta coinvolge una foresta intera. E’ la Pompei vegetale, un’antica foresta di 300 milioni di anni fa, nel cuore della Mongolia che, come la città vesuviana, è stata sepolta da un’eruzione vulcanica. Tronchi, rami e foglie sono dunque stati rinvenuti intatti, esattamente come erano al momento della morte delle piante.

La scoperta, annunciata sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti (Pnas), si deve a un gruppo internazionale coordinato da Jun Wang, dell’Accademia Cinese delle Scienze. Secondo gli autori la foresta fossile potrebbe aiutare a comprendere gli antichi ecosistemi con le specie vegetali estinte che la popolavano e persino gli effetti dei cambiamenti climatici sulla vegetazione attuale. Leggi il resto di questo articolo »

Attualità

21 feb

Un fiore “resuscitato” dalla preistoria? Mangiamocelo!

silene vulgaris200 Un fiore resuscitato dalla preistoria? Mangiamocelo!

Silene vulgaris, tutta "da mangiare"

Quando ho letto questa notizia, Resuscitata una pianta dell’epoca dei mammuth sulla sezione Mondo di Tgcom24, mi è venuto da sorridere. Intendiamoci, ha dell’incredibile che si sia riusciti a riportare in vita, grazie a dei semi dimenticati dal tempo, alcuni esemplari di Silene stenophylla, una pianta che ha visto da vicino i dinosauri mentre vivi e vegeti camminavano ancora sulla Terra! Conservati in un buco a più di 30 metri, congelati nel permafrost siberiano, i semi di questa umile piantina sono riusciti a mantenere intatta la propria germinabilità per oltre 30mila anni… Altro che i due o tre anni che troviamo spesso indicata come durata dei semi dei fiori che compriamo nelle bustine nei garden o nei vivai!

Ma un altro pensiero mi è venuto alla mente, vi dicevo, mentre approfondivo la notizia: leggendo il nome della specie del fiore resuscitato, ho subito pensato, ebbene sì, non al giardinaggio, ma… alla cucina romagnolaLeggi il resto di questo articolo »

Curiosità

20 feb

Dall’Amazzonia arriva il fungo che mangia la plastica

plastica rifiuti200 DallAmazzonia arriva il fungo che mangia la plasticaLa soluzione all’inquinamento dalla plastica più dannosa potrebbe essere fornita direttamente dalla natura. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Applied and Environmental Microbiology un fungo che cresce in Amazzonia è in grado di mangiare il poliuretano, un derivato dalle materie plastiche tra i più resistenti inventati dall’uomo. E tra i rifiuti meno degradabili al mondo… Leggi il resto di questo articolo »

Eco e ambiente

20 feb

A febbraio un matrimonio in blu con gli anemoni

anemone bouquet500 A febbraio un matrimonio in blu con gli anemoni

Il blu è un colore insolito per un matrimonio, ma affascinante per la sua freschezza. Spesso però si associano i fiori blu solo alla “bella stagione”. Invece è proprio durante i mesi ancora freddi che si trovano dal fiorista gli anemoni blu, tra i fiori più intriganti che ci siano per un bouquet dalle atmosfere non ancora pienamente primaverili. Non solo: l’anemone è un fiore tipicamente Made in Italy, ci dice la Coldiretti,  prodotto direttamente in Italia nelle serre della Versilia. Ha dunque dalla sua due grandi punti a favore: costo contenuto, che nel conto di un matrimonio non è cosa da poco, e una bellezza assolutamente irresistibile, aumentata dal fascino tutto speciale di una tinta decisamente rara e ricercata in natura.  Leggi il resto di questo articolo »

Moda e decorazione

20 feb

Aria di primavera?

prato margherite500 Aria di primavera?

Stamane dalla finestra vedo la pioggia: e ok, prendiamo l’ombrello, che pizza, penso. Ma poi esco e… non fa molto freddo: a annuso l’aria e questa pioggia oggi sa meno d’inverno, e più di primavera! La conferma? Le margheritine nei prati: le primissime, indomite, occhieggiano tra l’erba. Certo, ancora schiacciate per la neve sciolta da poco, ma lì pronte, con i petali già formati… In qualche angolo narcisi e crochi hanno già fatto spuntare le lunghe foglie verdissime… Ci dicono che dai, manca poco alle belle giornate! icon wink Aria di primavera?

Attualità

17 feb

Seminiamo l’orto in casa adesso, a partire da piselli, fragole e basilico

orto500 Seminiamo lorto in casa adesso, a partire da piselli, fragole e basilico

Comodo: possiamo seminare in casa. Facile ed economico: usiamo le vaschette di plastica della verdura del super. Veloce: basta uno strato di palline di argilla espansa e, sopra, uno di terriccio torboso. E’ divertente e bello seminare l’orto in casa adesso, a febbraio, quando ancora il gelo non permette di coltivare all’aperto ma fanno capolino i primi raggi di sole che annunciano timidamente la primavera che sta per arrivare. Con le semine in casa possiamo iniziare a crescere le piantine dell’orto senza prendere freddo fuori e senza sporcarci troppo. Ci sono semi che non si fanno problemi infatti a germinare ora, di fronte ad una bella finestra luminosa: alcuni poi potremo trapiantarli in un vaso sul balcone appena passate le gelate. Per altri, più esigenti, dovremo attendere i primi caldi. Leggi il resto di questo articolo »

Orto e ortaggi

17 feb

Il Festival senza fiori che dimentica Sanremo

festivalSanremo fiori Il Festival senza fiori che dimentica Sanremo

La domanda viene spontanea: perché un evento come il Festival di Sanremo può permettersi, anche quest’anno, di “dimenticarsi” di valorizzare la località in cui si svolge? Perché un evento di questa portata porta fiumi di soldi a prescindere. Quindi per enti pubblici, aziende e autorità è più importante tenersi stretta questa opportunità che, oltre al guadagno dà anche prestigio sociale (anche se con meno “smalto” che in passato) e personale, piuttosto che faticare per dar luce alla tipicità del proprio territorio e al lavoro di ogni giorno di centinaia di persone “comuni”. E’ la considerazione che mi viene in mente leggendo negli articoli in Rete la rabbia della Riviera e dei suoi florovivaisti. In particolare quella, dai toni amari, a cui dà voce il Presidente del distretto florovivaistico Riccardo Giordano: nel vedere la fugacissima apparizione di striminziti mazzi di fiori omaggiati alle due dive del Festival, a Elisabetta Canalis di rose bianche e a Belen Rodiguez di orchidee cymbidium, ha commentato che, curiosamente,  i bouquet al Festival “sembra che brucino, infatti spariscono subito”. Leggi il resto di questo articolo »

Attualità