26 gen
Orchidee più belle? Con la lavastoviglie…!

Le orchidee amano molto l’umidità atmosferica: adorano rimanere esposte all’aria beandosi di un velo di umide di goccioline d’acqua microscopiche. Ma nei nostri appartamenti d’inverno l’aria è molto secca. Facile da risolvere, direte voi: possiamo nebulizzarle con la nostra arma segreta! Vero, ma potremmo anche usare invece la …lavastoviglie. Sono impazzita?!? Non proprio
Non temete, non vi sto suggerendo di mettere le vostre orchidee nel cestello dei piatti per un lavaggio rapido (nemmeno con il sapone bio)!! L’idea invece è quella che sfruttano molti amatori di orchidee casalinghi che non dispongono di serre o complicate attrezzature: sfruttare il vapore acqueo che produce la lavastoviglie quando termina il suo ciclo di lavaggio dei piatti. Leggi il resto di questo articolo »

Montagne bergamasche: fare escursioni, andar per funghi, raccogliere mirtilli. Sono queste le cose che ci vengono in mente quando pensiamo ai verdi monti di quelle parti. Difficilmente invece li abbiniamo mentalmente alle orchidee. E invece potrebbe essere questo uno dei panorami più interessanti per chi li frequenta e sente il fascino speciale delle orchidee selvatiche, che crescono in ridotte aree del nostro pianeta.
Per la Festa della Mamma spesso si regala una pianta fiorita. E c’è da dire che la primavera è prodiga di fiori. Per fare qualcosa di diverso quest’anno però, mi sembra simpatica la proposta, dal tocco anche un po’ fashion, del Flower Council of Holland: regalare alla mamma un’Orchidea. Simbolo per eccellenza di femminilità, charme ed eleganza, l’orchidea ideata per la Festa della Mamma si avvolge di un coprivaso borsetta molto chic diventando un regalo speciale per le mamme più trendy. In versione limited edition in preziosi tessuti Mantero, la si potrà trovare in selezionati concept store italiani.
L’ORCHID BAG SI PUO’ TROVARE PRESSO:
Ci hanno sempre spiegato che l’evoluzione è una lotta senza quartiere per la sopravvivenza: la legge della giungla impone senza remore il suo dictat: “Mors tua, vita mea”. Ma si sta scoprendo che le cose non sempre vanno proprio così. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su American Naturalis, frutto di una ricerca portata a termine dai biologi dell’Imperial College di Londra e del Royal Botanic Gardens. I ricercatori hanno studiato i meccanismi con cui le orchidee si riproducono osservando le numerosissime specie sudafricane per 10 anni, per capire come possono condividere pacificamente lo stesso habitat. E hanno scoperto che, per assicurarsi una progenie, le oltre 22.000 specie di orchidee mettono in azione una vera e propria collaborazione. Ovvero invece di farsi concorrenza l’un con l’altra, varietà diverse di orchidee “spalmano” il polline su parti distinte del corpo delle api permettendo dunque una doppia impollinazione, a vantaggio di entrambe.
Avete un’orchidea phalaenopsis in casa che da tempo ha esaurito i fiori? Le giornate umide dell’autunno sono ideali per indurre le orchidee alla fioritura e per dar loro l’opportunità di godere dell’acqua piovana che le bagni completamente. Una “doccia” totalmente all’aria aperta, sotto la gentile carezza delle delicate gocce di pioggia, le ripulisce dalla polvere che si accumula sulle foglie e permette ai tessuti vegetali di acquisire umidità direttamente dall’ambiente. Non solo. La pioggia non contiene calcare, è quindi ideale per dissetarle e per ripulire le radici. L’ideale dunque, se non hanno fiori, è esporle direttamente fuori alla pioggia nel loro vasetto di plastica bucherellato, senza coprivaso. 

