Fiori e Foglie

Fashion anni ’70, ai tempi del “Giardiniere della moda”

Sfogliando le riviste e guardando le vetrine, troviamo sempre qualche capo o accessorio di moda floreale. Ci sono però alcune griffe che hanno fatto dei fiori il loro ‘marchio di fabbrica’, la caratteristica che li contraddistingue e li identifica. Con Luisella Rosa, la flower stylist di Fiori&Foglie, andiamo allora alla scoperta di questi ‘stilisti floreali’ e iniziamo con colui che fu definito “il Giardiniere della moda”: Ken Scott, uno dei protagonisti della moda italiana ed internazionale negli anni ’60 e ’70.

George Kenneth Scott, americano di Fort Wayne, iniziò come pittore, apprezzato anche da Peggy Guggenheim che  organizzò la sua prima mostra. Per continuare la sua carriera di artista, si trasferì a Parigi e nel 1954  il suo disegno ‘Rose à longue tige’ fu scelto da Christian Dior per un abito della sua collezione Primavera-Estate. Ken Scott ebbe allora l’idea di utilizzare i suoi disegni per realizzare una propria linea di abbigliamento e scelse Milano per aprire la sua casa di moda: in breve tempo divenne uno dei più famosi stilisti in Italia. I suoi abiti erano di taglio molto semplice con chemisier, tubini, camicie e tuniche, ma erano spettacolari nel disegno. Le stampe erano meravigliose: zinnie, dalie, girasoli, viole del pensiero, gigli, rose, petunie in una profusione di colori strabilianti.


Gli abiti dalle linee semplicissime avevano anche il pregio di essere ingualcibili: Scott utilizzava il jersey e il famoso Ban Lon, un  tessuto di seta artificiale. I ‘figli dei fiori’ ancora non c’erano e, come disse più tardi Joe Eula, illustratore di moda di Manhattan, “…Ken ha creato i colori psichedelici prima ancora che si sapesse il significato di psichedelico. Nessuno aveva mai osato mettere un colore vicino all’altro nel modo in cui lo fece lui…’ Fu proprio l’uso dei colori brillanti, accostati senza paura nelle sue stampe floreali, a fargli guadagnare il titolo di “Giardiniere della Moda” ed il consenso delle donne di tutto il mondo. Icone di stile come Audrey Hepburn, Jacqueline Kennedy e Marella Agnelli indossavano i suoi abiti fioriti ma le sue creazioni avevano prezzi accessibilissimi e ben presto un capo o un accessorio di Ken Scott entrò nel guardaroba di ogni donna.

Ken Scott abitava a Milano, all’ultimo piano di una casa liberty in via Corridoni e aveva trasformato il terrazzo in uno splendido giardino dove coltivava personalmente i fiori che poi disegnava sulle sue collezioni, ma in particolare rose, zinnie e convolvoli. I suoi tessuti imprimés a fiori coloratissimi hanno rivoluzionato la moda di quel periodo ma, oltre ad abiti ed accessori, hanno decorato anche gli interni delle case con tessuti e oggetti d’arredo. Testimonianza ne fu il suo storico ristorante “Eats and Dreams”, in cui rivestì completamente pareti e soffitti con le sue stampe fiorite. 
 
Ken Scott fu anche un anticipatore della moda unisex, vestendo di fiori sia donne che uomini. “I nobili Medici, che hanno inventato il sistema bancario, indossavano abiti di magnifici colori, allora perchè un bancario di oggi non potrebbe indossare un abito in velluto rosso?”, si chiedeva Scott.
 
In un articolo pubblicato sul Corriere della Sera il 17/7/1963, Dino Buzzati definiva Ken Scott: “…il maestro dei fiori stampatissimi…aristocraticizza anche i fiori di campo, adopera, pensa, si muove in un ideale di universo fiorito…” Nel giugno 1972 Ken Scott fece sbocciare i suoi fiori in Via Montenapoleone a Milano: un lunghissimo tappeto di moquette a stampa ‘Galla Placidia’ con fiori ispirati al cielo del celebre mausoleo di Ravenna fu srotolato lungo la via, colorando il grigiore della città.

Verso la fine degli anni ’70, dopo un successo senza precedenti per un americano nella moda italiana, si ritirò a Eze sulla Costa Azzurra, in una casa contadina dove diede vita ad un meraviglioso giardino e dove morì nel 1991. La sua arte però è ancora viva grazie alla Ken Scott Foundation, creata dallo stesso stilista nel 1989.

La Fondazione custodisce tutto il materiale prodotto dall’artista e lo utilizza a tutt’oggi, mantenendone lo stile. E possiamo ancora vestirci dei suoi fiori, scegliendo abiti da una collezione di taglio attuale, indossare i suoi coloratissimi foulard, ma anche decorare la nostra casa con le sue porcellane floreali, riproposte da Desart.


Luisella Rosa

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