Fiori e Foglie

I fiori del giardino verticale più grande d’Europa: parla l’esperto

La facciata del Fiordaliso di Rozzano in questo momento è una ridda di fiori e colori. Certo, che le piante si adattino a questa vita sospesa in un certo qual senso può non stupire: basta pensare alle piante alpine, che vivono abbarbicate a pareti rocciose a metri di altezza. Ma certo non è questa l’immagine che associamo istintivamente alla massiccia mole di un grosso centro commerciale! Ammirati da quest’opera, dopo aver approfondito il progetto con l’Architetto Francesco Bollani, abbiamo scambiato due chiacchiere con chi quelle piante le ha scelte e messe su quel muro: Cesare Peverelli, consigliere delegato dei Vivai Peverelli, che hanno l’esclusiva per il sistema “Greenwall”, il brevetto francese utilizzato per creare la parete verde del Fiordaliso. Ecco cosa ci ha raccontato e i fiori che abbiamo visto.

Cesare Peverelli

Dott.Cesare, cosa avete pensato quando vi hanno sottoposto un progetto di queste dimensioni?
Il giardino verticale del Fiordaliso di Rozzano è stato una grossa sfida. Prima di tutto abbiamo dovuto convincere il cliente: la versione francese di giardino verticale infatti non sembrava adatta. Si presentava troppo scarna. Ci sono voluti 6 mesi prima che il Fiordaliso decidesse di dare l’ok per il progetto, ma alla fine è arrivato. E a quel punto abbiamo dovuto pensare in grande: nemmeno i francesi proprietari del brevetto avevano mai creato una parete verde così vasta.

A vederlo adesso, così bello, cosa pensate di quest’opera?
Il risultato ha fortunatamente dato molta soddisfazione al cliente, come a noi e a loro. Crederci è stata la scelta giusta, alla fine. E il Fiordaliso ha rischiato con qualcosa di assolutamente innovativo: non esiste un giardino verticale così in tutta Europa, nemmeno quelli di Patrick Blanc! E pare che la cosa qui stia facendo scuola: i Vivai Peverelli hanno in ballo circa 80 progetti di verde verticale in questo momento, molti di grande portata. E non le dico nulla, ma stiamo anche ideando degli orti verticali…

Caspita! Parliamo delle piante: avete avuto sorprese riguardo all’adattamento di specie e varietà?
In realtà no, perché le piante erano state testate in vivaio per un anno prima di essere messe in sede. E le abbiamo testate creando delle pareti: più piccole ma in simili condizioni. Quindi erano state “abituate” alla posizione e, in parte, all’esposizione che avrebbero trovato su questa parete. Forse l’unica specie che ci ha creato qualche perplessità è stato il Ficus (Ficus repens): questa tappezzante non ha affrontato bene l’inverno duro di questa zona. Andando però a controllare, ci siamo resi conto che le piantine in realtà sono vive. Quindi abbiamo deciso di dar loro tempo per riprendersi. Del resto questo fa parte della vita del muro.

In che senso? Ci sono piante che si alternano?
Sì. Il Fiordaliso non solo ha voluto un giardino verticale enorme, ma l’ha voluto sempre fiorito. Del resto i fiori li ha nel nome! Per assicurare questo, bisogna accettare che le fioriture siano a scalare. Si alternano: a primavera fioriscono alcune specie, in estate altre, in autunno altre ancora. Il muro non è mai uguale: di mese in mese cambia, crea un suo movimento. Con il tempo vedremo mutamenti che seguiranno le stagioni, dando al giardino verticale un aspetto sempre diverso. Abbiamo studiato accuratamente lo schema delle fioriture e dei colori a cui stavamo dando vita.

  

Quindi i colori sono stati scelti per ottenere determinati effetti?
Sì, i colori e quindi la composizione di ogni singola cassetta. Perché ogni cassetta, quindi ogni “elemento” del muro doveva contenere piante che assicurassero l’alternanza nello sviluppo e quindi nella copertura della superficie del muro. Non sono state usate solo piante sempreverdi, altrimenti avremmo avuto una parete sempre uguale a se stessa. Per esempio il Sedum tricolor (Sedum spurium tricolor) : per parecchi mesi è quasi invisibile. Poi però esplode con una fioritura bianca che non potevamo eliminare. E allora l’abbiamo tenuto. Invece la Santolina, aromatica, è stata una vera sorpresa: su di lei abbiamo scommesso e vinto. Basta ammirare la sua macchia grigio perla che spicca in mezzo al resto!

Cisterne e pannello di controllo del muro verde del Fiordaliso

Ma una domanda: alcune piante su questa parete sembrano veramente scoppiare di salute. Vengono concimate?
Certo che sì, e in modo sostanzioso. Tenga conto che la parete dispone di irrigazione ma anche di fertirrigazione. Nell’acqua viene sciolto il concime che viene miscelato in grandi vasche sotterranee e poi distribuito tramite la canalizzazione. L’acqua fertilizzata viene costantemente tenuta sotto controllo (Ph e salinità, in particolare) e il fertilizzante cambia a seconda della stagione: a primavera è ricco di azoto, per potenziale la fioritura, mentre verso l’estate, l’azoto diminuisce e cresce la quantità di potassio, che serve non solo per la fioritura autunnale ma anche per rafforzare le piante in vista del freddo dell’inverno. A parte i due interventi annuali (uno a primavera e uno a giugno, dopo la fioritura, per la rimonda del secco), controlliamo tutto da remoto, collegandoci via modem direttamente al pannello di controllo collegato alle cisterne. Tenga conto che è come se coltivassimo l’intera parete con un sistema idroponico, del tutto senza terra. E sembra che alle piante piaccia: guardi quei Sedum (Sedum sieboldii), che rigoglio!

Davvero, e quella graminacea che crea quei cuscini che fan venire voglia di sprimacciarla tutta?
E’ la Festuca (Festuca tenuifolia). Una vera bellezza!  E le Campanule ci stanno dando grosse soddisfazioni: ha visto la loro fioritura in blu-violetto? E le margheritine di montagna (Erigeron karvinskianum)? Incredibilmente fitte! Per non parlare dei garofanini (Dianthus barbatus, Dianthus gratianopolitanos): sono dappertutto! Abbiamo pensato ai fiori, ma abbiamo cercato anche di tenere una buona “base” con piante che non fioriscono in modo da avere una parete sempre decorativa, in qualsiasi momento dell’anno. Per l’estate avremo la fioritura fucsia delle piccole margherite del Delosperma (Delosperma cooperi), quella gialla delle Coreopsis e tante altre. Insomma, conviene venire a vederlo più volte: le sorprese non mancano mai!

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