Fiori e Foglie

Gli “alberi fertilizzanti” salvano i campi coltivati

Nei paesi come l’Africa il problema è produrre tanto da sfamare più persone possibili, spendendo il minimo. I contadini però si trovano di fronte a terreni molto sfruttati, esausti, che hanno poca resa. Ma qualcosa sta cambiando. L’aiuto arriva dagli alberi, in particolare dalle specie appartenenti alla grande famiglia delle leguminose, come l’acacia per esempio. Questi alberi “fertilizzanti” sono capaci di arricchire il terreno, rendendolo fertile e pronto ad accogliere le piante alimentari come il mais, avide di nutrimento. Basta piantarli nel campo coltivato. E i risultati di questo progetto nelle fattorie africane sta compiendo miracoli nella produzione di cibo: dove arrivano le acacie, il raccolto raddoppia.

Secondo il rapporto di Oluyede Ajayi, ricercatore del Centro Agroforestale Mondiale di Nairobi, pubblicato recentemente  sull’International Journal of Agricultural Sustainability, i villaggi in Malawi, Tanzania, Mozambico, Zambia e Zimbabwe stanno vivendo una vera rivoluzione con l’impiego degli “alberi fertilizzanti”.

COME FUNZIONANO GLI ALBERI FERTILIZZANTI
Le specie appartenenti alla famiglia delle leguminose hanno una caratteristica preziosa: sono fornitrici naturali di un elemento di cui le altre piante sono avide, l’azoto, fondamentale per lo sviluppo di foglie e fiori. Le loro radici infatti sono in grado di creare una relazione simbiontica con batteri che fissano l’azoto nel terreno, mettendolo così a disposizione delle piante che crescono nelle vicinanze.

Le acacie crescono velocemente in Africa e non costano niente, al contrario dei fertilizzanti chimici e, una volta piantati,”prestano” la loro opera per tutta la loro vita. Non solo: le radici degli alberi contrastano il ruscellamento e l’erosione del suolo e rendono più efficiente l’assorbimento dell’acqua. Non serve un tecnico, né preparazione particolare per piantarli o manutenerli. I contadini non hanno bisogno di indebitarsi e in cambio il beneficio acquisito è sicuro. E quando l’albero termina il suo ciclo di vita, diventa legna, utile anch’essa. Gli scienziati del Centro Agroforestale Mondiale hanno lavorato dal 1980 per identificare le specie arboree autoctone più adatte da impiegare come “alberi fertilizzanti”. Nello Zambia, a seguito di questa silenziosa innovazione totalmente naturale, sono aumentati i redditi degli agricoltori per ettaro con il risultato che i campi con questi alberi offrono tra i 57 e i 114 giorni supplementari di cibo.

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