Fiori e Foglie

Giardino rumoroso? Meno piante e fiori…

Anche a piante e fiori, parola di un gruppo di scienziati Usa, capita di non gradire il frastuono prodotto dalle attività umane. Certo alberi e cespugli non possono spostarsi in una zona più tranquilla, ma ugualmente subiscono gli effetti negativi di un ambiente acusticamente invasivo. Proprio a causa del rumore, infatti, alcuni degli uccelli che normalmente li aiutano a proliferare potrebbero smettere di farlo, o farlo meno. Col risultato finale che, seppur indirettamente, le aree verdi ‘polmone’ del pianeta rischiano di assottigliarsi per eccesso di decibel.

A dimostrarlo per la prima volta è stato il team di Clinton Francis del National Evolutionary Synthesis Center di Durham, in North Carolina. L’équipe americana ha pubblicato uno studio su Proceedings of the Royal Society B, basato su esperimenti condotti dal 2007 al 2010 in New Mexico, in un’area di estrazione di gas naturale all’interno del Rattlesnake Canyon. Una zona in cui fiori, alberi, arbusti e animali di varie specie sono costretti a convivere con trivelle e compressori. Un contesto particolarmente adatto ai test in questione, perché lontano da strade e insediamenti urbani, e quindi ‘depurato’ dai possibili effetti confondenti dell’inquinamento di aria e acqua. Unico intruso, il rumore.

SCAPPANO TUTTI TRANNE IL COLIBRI’
Così Francis e colleghi hanno potuto osservare gli effetti del rumore sulla flora. Negativi, ma non solo. C’è ad esempio un fiorellino rosso americano, la Ipomopsis aggregata, che da un ambiente rumoroso sembra addirittura ricavare dei vantaggi. E questo perché il colibrì golanera, suo ‘impollinatore’ di fiducia, è 5 volte più incline a visitare i luoghi rumorosi rispetto a quelli quieti, poichè ciò gli garantisce protezione dagli uccelli predatori.

PIU’ RUMORE MENO CONIFERE
Non va però altrettanto bene al pino del Colorado. La parte dei suoi pinoli che finisce a terra è un cibo alla portata di tanti animali. Seguendone le mosse, i ricercatori hanno visto che due di questi cambiavano abitudini proprio in base al rumore: i topi, che nelle aree più rumorose si trovano più a loro agio, e la ghiandaia di macchia occidentale che invece preferisce le zone quiete. Ma mentre i topi non sono un buon alleato del pino, perché i pinoli si limitano a mangiarli, la ghiandaia non sempre li ingoia. A volte li mette da parte per l’inverno e li stiva sottoterra, da dove possono germinare e dar vita a nuovi alberi. Ecco dunque che, per effetto del rumore, insieme alle ghiandaie finiscono per ridursi di numero anche i nuovi pini. E a riprova delle loro osservazioni, gli studiosi hanno verificato che le piantine di pino del Colorado sono 4 volte più diffuse nelle zone tranquille rispetto a quelle rumorose.

EFFETTO DECIBEL
“Meno piantine significa meno alberi adulti”, commenta Francis. E poichè sono necessari decenni affinchè un germoglio dia vita a un pino maturo di taglia standard, avverte l’esperto, “gli effetti negativi del rumore sulle piante rischiano di restare invisibili per anni”. Una marcia lenta e progressiva, che rischia di consegnarci un mondo meno verde ‘solo’ perché abbiamo disturbato la natura.

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