Fiori e Foglie

Gardensharing, la nuova tendenza vacanziera che condivide gli spazi verdi

Il tuo giardino diventa un business per i turisti fai-da-te. E’ il gardensharing l’ultima frontiera in ordine di tempo nata grazie alle nuove tecnologie. E coinvolge le aree verdi private. Che si tratti di un prato, un giardino, un parco, una vigna o un’azienda agricola o un bosco, basta possedere uno spazio aperto per diventare “gardensharer”. L’idea di una piattaforma web, che funziona sul modello di Airbnb dedicata però alle vacanze outdoor, è di una start-up premiata dal contest promosso dal Ministero dei Beni culturali e del Turismo (Mibact). Appena nata, conta al momento circa 200 annunci sparsi in località di tutta Italia.

Un’efficace descrizione del servizio si trova sulla Pagina Facebook che mette in luce i vantaggi di una vacanza “gardenshared”: “Garden Sharing nasce per evitare i mille divieti di campeggio nelle aree non autorizzate, per aiutare chi cerca un’area di sosta per la notte dove i campeggi latitano e per permettere ai Gardensharer di guadagnare condividendo i propri spazi.” Ancora meglio in giardino potete offrire agli ospiti una piscina gonfiabile e magari l’orto, perché no!

Per l’aspirante turista o camperista, desideroso di rifuggire le rotte convenzionali, bastano un sacco a pelo e una connessione wi-fi, uniti ad una certa disponibilità ad adattarsi, tipica di chi ama spostarsi in autonomia con poco, per provare il Gardensharing. La qualità del servizio dipende ovviamente da chi offre lo spazio: “Molti offrono un angolo barbecue in giardino per cucinare, una doccia all’aperto, dell’acqua corrente, una presa elettrica ed un bagno”, spiegano dai social, ma spesso sono disponibili anche soluzioni più comode, con sistemazioni che prevedono “per esempio una tenda già montata, una yurta, una capanna o persino una casa sull’albero” oppure una piazzola di sosta per il camper.

In tempi in cui le aree naturalistiche pubbliche rischiano la chiusura perché non si riesce a comprenderle né a sfruttarle per il loro valore (vedi lo smembramento burocratico prospettato per l’area umida interna più grande d’Italia, il Padule di Fucecchio in Toscana), e le aree verdi vengono viste come un lusso e un costo, il gardensharing può costituire un nuovo orizzonte che peraltro, in un mercato bloccato da mille vincoli e barriere, privilegia capacità d’iniziativa e rapporto diretto del singolo privato. E la tenda in giardino non sarà più solo un divertimento e un gioco per i bimbi.

Ma non ci sono, verrebbe da dire, solo rose fiori: in questi giorni infuria lo scontro tra il fisco e gli host, come si definiscono i portali di locazioni brevi. Allo Stato fanno gola gli introiti promessi dalla famigerata “tassa Airbnb” e ai comuni quella di soggiorno – che a quello di Genova, grazie ad un accordo con la notissima piattaforma, frutterà un tesoretto di 200mila euro per il 2017. Il prelievo fiscale potrebbe estendersi anche piattaforme di Gardensharing sugli “affitti” di prati, boschi e giardini: starà quindi all’intelligenza delle istituzioni non strangolare con balzelli troppo pesanti questa nuova intrigante opportunità anti-crisi.

Il sito: www.gardensharing.it

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