Nome in codice #bambù, sorvegliato speciale a eterno rischio di fuga

Basterà una piccola piccolissima distrazione. E lui ve la farà sotto il naso. Infilerà una delle sue coriacee punte (runners!) sotto terra, aggirerà le vostre difese. Ed eccolo impunito comparire là dove mai avreste pensato. Il #bambù, fatevelo dire, conquisterà il mondo mentre voi sorseggerete un ottimo caffé comodamente seduti in terrazzo. Lui non avrà rimorsi, voi sì, e tanti. Affascinati dalle tenere foglioline verde smeraldo che svettano brillanti anche in inverno, dal suo appeal esotico con un che di spirituale, vi illuderete – stolti! – di poterlo dominare…

“E che ci vuole?” – penserete abbagliati, con un mezzo sorriso – “basta mettere una barriera, piantarlo incernierato in una vasca d’acciaio o costringerlo ai ceppi in una fioriera.” Lui, innocente, per i primi tempi della vostra convivenza farà ciò che vorrete: la barriera frangivento, il sipario vegetale per la meditazione, il separatore di spazi in giardino, quello che volete voi. E di fianco a lui, serene, fioriranno altre vostre piantine preferite. Ma dentro, loro sanno. Timorose, conoscono la sua silenziosa astuzia: è sicuro, i loro giorni felici vicini a voi sono segnati. Presto tra i loro piedi spunterà indomabile l’intruso, e nulla potranno contro di lui le loro armi: tutto lo spazio che ora abitano diverrà suo, senza possibilità di armistizio. Il #bambù del resto, si sa, non fa prigioniere: progettato sin dall’albore dei tempi con micidiali stoloni per conquistare il pianeta, sfrutterà la vostra ignavia appena ne avrà l’opportunità. Umani, siete avvisati! Il running bamboo sta arrivando!

Il fatto che abbia scritto queste righe all’una di notte, indica che il letale #bambù è riuscito finalmente a fuggire dalla fioriera in terrazzo e ad entrare nei miei sogni. Già sento le sue fronde picchiare sui vetri, strisciando lugubri e impazienti contro le mie finestre… Aihmé, riuscirò a sopravvivere abbastanza per dare l’allarme ai miei simili??

Ps. Ebbene sì, il bambù in giardino è una bomba a orologeria, inarrestabile e pronto ad approfittare di qualsiasi momento di debolezza per rivendicare un altro pezzetto di terra, e un altro, e un altro, e un altro ancora… Come un cane da fiuto, annusa l’acqua a metri e metri di distanza… E lui lo sa: saremo noi la sua fortuna, saremo proprio noi, irretiti dalla sua bellezza e utilità, a diffonderlo in tutto il globo! Fortuna che le difese umane si stanno lentamente attivando: scegliendo di coltivare varietà meno aggressive e non stolonifere, riusciremo forse a sopravvivere all’invasione del sorvegliato speciale vegetale più pericoloso della Terra… Oppure? Dovremo assoldare un esercito di panda!

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