La rosa? Altro che “fiore delicato”!

La rosa, si dice, è la regina del giardino; già, ma avere a che fare con una regina può spaventare parecchio, chissà che astruse necessità avrà, questo fiore di sangue blu! 😀 Sfatiamo pure il mito: le rose non sono piante delicate, affatto.

Basti pensare che questo arbusto è di fatto un rovo (avete presente quel mostro spinoso dai dolcissimi frutti, una rosacea pure lui, che cresce in qualsiasi bordo di strada incolto?) e ci sono poche cose in grado di arrestarne la crescita! La rosa è la versione “domestica” e se lasciata libera di crescere, può acquisire dimensioni notevoli con il tempo. Insomma, è ben difficile ucciderne una; se avrà l’acqua per vivere, seppur malata, in ombra o con poca terra, lei resisterà e sarà anche capace di produrre qualche corolla. Vi basta per provare a coltivarla?

La rosa in realtà è una di bocca buona, si adatta praticamente a qualsiasi terreno ma va detto che fiorisce e cresce meglio se trova nel substrato il nutrimento di cui ha bisogno (esattamente come tutti noi!), quindi se volete coltivarla in giardino, è bene scavare una larga buca profonda e riempirla di terriccio arricchito con concime naturale, ottimo lo stallatico comunemente in commercio (non quello fresco del contadino che, a diretto contatto con le radici, può “bruciarle”) e, se potete, un pò di terra di campo. Se la rosa che acquistate è in contenitore, basterà fornirle un vaso capace (40cm di diametro per una rosa arbustiva possono bastare per i primi anni) e lo stesso tipo di substrato a cui andrà aggiunta sul fondo dell’argilla espansa necessaria al drenaggio.

Quando piantate il vostro arbusto, accertatevi di collocare la pianta con il colletto a livello del terreno: la maggior parte delle rose coltivate ora nei nostri giardini infatti sono dei “frankenstein”: la parte delle radici viene fornita da una varietà robusta e resistente al freddo (in Italia viene utilizzata in genere la rosa canina), mentre la parte aerea da un’altra, capace di produrre quei bellissimi fiori che tanto ricerchiamo. Il punto di giunzione creato dall’operazione d’innesto è proprio il colletto, da dove parte la varietà “da fiore”, diciamo, quindi un punto piuttosto delicato.

La cura maggiore a cui dovrete prestare attenzione è di sicuro l’esposizione. Le rose, è risaputo, hanno bisogno di almeno 6 ore di sole al giorno per svilupparsi e fiorire al meglio ma questo non è sempre vero in tutte le condizioni!
Le rose scure di colore, per esempio sulla gamma del porpora, temono i violenti raggi solari del mezzogiorno, che può scottare le corolle rendendole del tutto inestetiche quindi per queste varietà scegliete una posizione in cui le piante dispongano del sole o durante la mattinata oppure dopo l’ora più calda.
Stesso discorso vale per alcune varietà inglesi, per loro natura poco abituate alla nostra caldissima estate di città, quindi più soggette a “friggere” in pieno sole.
Non spaventiamoci dunque, se decidiamo di ospitare la nostra amata regina: l’importante sarà piuttosto scegliere il posto giusto per la regina giusta!

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