La via, l’orto e il poliziotto

Per la festa dell'orto a Camaiore, in prima linea le autorità

Un intero paese, Camaiore, ha festeggiato nel weekend appena passato l’orto e i suoi frutti.  Il ricchissimo mondo della campagna ha trovato in questo angolo della verde Toscana la sua vetrina d’elezione, in un comune che mette in primo piano il lavoro della terra, con i suoi particolari protagonisti, di mestiere, come di passione. E Fiori&Foglie non poteva non esserci: eccomi dunque qui pronta a raccontarvi volti e curiosità de “La Via dell’Orto”, l’evento che neanche la pioggia insistente ha potuto smorzare…

 

Per “la Via dell’orto”, manifestazione tenutasi nel weekend appena trascorso e che ha luogo ogni anno nel mese di aprile, il centro di Camaiore si popola dei banchi degli espositori intervallati da 14 orti temporanei, realizzati in modo semplice ed economico: poche tavole di legno di risulta ed ecco un cassone largo alcuni metri che, riempito di terriccio e torba, può ospitare piantine di tenere insalatine, cipolle, ravanelli disposte in modo creativo, sfruttando il contrasto di colori, dimensioni e forme. Anche le piazze principali del paese trasformano le proprie aiuole in un tripudio di foglie da mangiare: per l’occasione, l’archistar Tiziano Lera ha creato un orto artistico. Denso di simboli che parlano del ritorno dell’uomo ai prodotti della terra e all’armonia con la natura, l’opera è dedicata al tempo dell’orto, quella “membrana diafana che divide la cura dall’abbandono trasmutando come il più puro cristallo di rocca”.

Ed è certo un orto utile ma anche decorativo, quello esposto qui, dove le abili mani di Paolo Parlmento creano con i rami intrecciati supporti da infilzare nella terra per far arrampicare i fagiolini come i fiori, in un divertente mix tipico dell’orto-giardino che appaga gli occhi insieme al palato.

 

Il Sindaco Giampaolo Bertola sabato mattina taglia il nastro d’inizio, gonfio d’orgoglio per un evento organizzato con cura e attenzione che mette in luce la voglia di fare e il desiderio di dar valore, con i fatti, al duro lavoro e alla grande tradizione agricola che connota da sempre queste fertili colline che tutto il mondo ci invidia. Tante le iniziative interessanti: le dense lezioni del Maestro Giardiniere Carlo Pagani, l’esposizione dei polli rari (ebbene sì!) di Massimo Anelli, la curiosa mostra dei fagioli (più di 100 varietà!) presentata dalla giornalista Mimma Pallavicini.

Nonostante la pioggia, si respira un entusiasmo che raramente assiste questi eventi: il comune è motore e parte attiva della manifestazione insieme alle autorità. Basta fare due chiacchiere con il Capitano Claudio Barsuglia, Vice Comandante della Polizia Municipale di Camaiore, per rendersi conto che quella che mi descrive non è una semplice mostra-mercato: il suo sguardo si accende di passione nel raccontare la sua personale scoperta degli “erbi”, come qui vengono chiamate le erbe di campagna. Centinaia di piantine infestavano il suo campo, strappate con fatica e irritazione fino a quando non si rivelarono germogli di aglio trigono (Allium triquetrum)… una vera manna per delicate frittate!

E infatti sono proprio le erbe selvatiche le protagoniste, e non solo nei giorni della manifestazione: nei ristoranti della zona vengono raccolte dallo chef in persona, che impiega alcune ore del suo tempo per cercarle là dove, grazie all’insegnamento in famiglia, sa di trovarle intatte e freschissime, pronte a dare il loro gustoso contributo a pietanze che hanno il sapore rustico di queste terre.

E tra gli espositori, eccone di particolarissime in mostra nei loro vasetti: tra i nomi divertenti e caratteristici, c’è l’erba dei cantanti. Alberto Bucci, il proprietario dello stand, mi spiega subito che si tratta di Sisymbrium officinale, un’erba preziosa molto usata dai cantanti lirici e dagli artisti di teatro perché l’infuso delle sue foglie combatte la raucedine e l’abbassamento della voce… Fantastica! Spazio poi anche agli odori classici, ma in “versioni” intriganti, come il timo arbustivo (Thymus capitatus), ben diverso dai gracili timi che troviamo al super o nei nostri vivai, con rametti spessi e foglioline tanto robuste da sembrare quasi quelle di una conifera: resisterà alle piogge invernali della nostra provincia milanese? Ve lo saprò dire, ma è stato bello annusarne l’aroma diffuso nella mia macchina sulla via di casa… un ricordo tangibile dei volti accesi e dell’accogliente atmosfera della Via dell’Orto di Camaiore. Che ne dite, l’anno prossimo ci troviamo lì? 😉

 

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