Da quello al limone al superhot, è stagione di peperoncini sul balcone!

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Arrivano adesso tutti in truppa, belli schierati come ordinati soldatini sugli scaffali dei garden, i vasetti che mettono in mostra, pronti da coltivare sul balcone, mille varietà diverse di peperoncini: piccanti o dolci, ingolosiscono per la bellezza dei frutti coloratissimi ad alto potenziale decorativo, e la facilità di coltivazione. Abbiamo chiesto agli esperti di Viridea di raccontarci qualcosa delle varietà più interessanti e di darci due dritte su come possiamo crescerli in vaso su balconi e terrazzi. Ecco cosa ci hanno consigliato…

Un fuoco che fa bene: il peperoncino ha molte virtù e non ha caso è uno degli ingredienti della classica dieta mediterranea. Sono milioni gli Italiani che lo utilizzano per insaporire la pizza e i piatti di ogni tipo, spesso senza sapere che il sapore più o meno bruciante è dovuto a una sostanza, la capsicina, che ha proprietà antiossidanti: combatte le malattie dell’invecchiamento. Il peperoncino favorisce la digestione, contrasta gli effetti di un’alimentazione troppo ricca di grassi e la formazione di cellulite. Ha un’azione antidolorifica, combatte i reumatismi e previene i problemi ai muscoli e articolazioni; conserva i capelli lucidi e sani e rende la pelle tonica ed elastica.

Il peperoncino quest’anno è davvero il re delle piante da orto e da balcone: fatevi prendere anche voi dalla “peppermania”, coltivando le varietà preferite per sapore, colore e forma dei frutti. Se avete poco tempo e poca pazienza, invece dei semi acquistate le piantine pronte: potrete scegliere varietà con frutti strani e decorativi, persino a forma di lanterna, di berretto, di cuore

peperon250La collezione può comprendere varietà diverse, per esempio il messicano Jalapeno – ottimo con formaggi freschi, l’italiano Piccante a ciliegia – da farcire con tonno e acciughe e conservare sott’olio, il panamense ‘Hot Lemon’ dal curioso retrogusto di limone, l’indiano ‘Naga Morich’ – ideale per barbecue e l’africano ‘Fatalii’, con accenti di agrumi e di frutta: un giro del mondo dei peperoncini.

La ragione di questa diffusione globale è dovuta al commercio nel corso dei secoli, a partire dal ‘500, e alla facilità di ottenere le piante da seme e di ibridarle fra loro, come accade anche con pomodoro e melanzana, anch’esse appartenenti alla famiglia botanica delle Solanacee che comprende anche piante come il tabacco e la petunia.

Scegliendo le varietà che vi piacciono, fate attenzione al livello di piccantezza, espresso nei gradi della Scala Scoville che misura il “fuoco” contenuto nei peperoncini. Alcuni, come il ‘Cayenna’ e il ‘Tabasco’, sono di media piccantezza, ma ci sono varietà super hot, apprezzate da chi non ha paura del piccante estremo. Il caraibico ‘Moruga Scorpion Rosso’ e ‘Carolina Reaper’ di origine statunitense, entrato nel Guinness dei Primati, sono peperoncini per estimatori che sanno affrontare sapori esplosivi. Il peperoncino secco è in genere più piccante di quello fresco, il cui sapore è arricchito dagli oli essenziali che si perdono nel frutto disidratato; per questo c’è chi preferisce la conservazione nel surgelatore. In ogni caso, che sia essiccato, cotto o congelato, il peperoncino conserva le sue virtù, in quanto la capsicina in esso presente è molto stabile e durevole.

E quanto all’amore? Da sempre si attribuiscono al peperoncino virtù preziose per l’eros. Certamente contiene vitamina E, che favorisce la potenza sessuale; se poi non avete fiducia nel fatto che il peperoncino sia afrodisiaco, tenete conto che la pasta all’arrabbiata o la pizza con un pizzico di fuoco favoriscono il buon umore… che certamente aiuta a far bene l’amore!

COME COLTIVARE I PEPERONCINI SUL BALCONE – Il consiglio di Viridea
• Che siano quasi dolci, come gli italianissimi ‘Etna’ e ‘Stromboli’, o piccanti come i celebri ‘Habanero’, i peperoncini si coltivano nell’orto o in vasi profondi, da tenere al sole: originari dell’America centrale e sconosciuti prima dei viaggi di Colombo, amano il caldo e crescono rapidamente. Se sono troppo in ombra, le piante crescono con molte foglie ma pochi fiori e quasi nessun frutto.

• Si innaffiano per conservare il terriccio appena umido, mai fradicio, e si concimano ogni 15-20 giorni in primavera-estate preferibilmente con un concime per ortaggi. Attenzione agli afidi (pidocchi), soprattutto nelle prime fasi di coltivazione, da eliminare subito con l’impiego di un insetticida biologico.

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