Orto multietnico: cosa piantare sul balcone?

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Kiwano o “melone cornuto”

Basta guardarsi intorno con un poco di attenzione al supermercato per capire che il mondo è raccolto nelle verdure che portiamo in tavola. Molti degli ortaggi che consumiamo quotidianamente hanno le loro origini in terre lontane: in Messico, in Cina, in America, in Africa, in Australia… Sapori che sono una prelibatezza per altri mondi e altre culture. Coltivarli è un modo interessante per avvicinarsi ai piaceri della cucina e arricchire il nostro orto, anche in balcone, di curiosità che si trovano solo nei mercati e negozi etnici delle nostre città. Gli esperti di Viridea ci suggeriscono quali verdure esotiche possiamo provare a piantare (anche in vaso) e… assaggiare!

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Karela, il cosiddetto “melone amaro”

L’okra, chiamata in Africa “gombo”, utilizzata un po’ ovunque, dalla Grecia al Giappone: la pianta è parente di malva e ibisco, e oggi è coltivata anche in Sicilia. Nell’orto di casa potrete coltivare anche curiosità come il lal shag (una verdura indiana simile agli spinaci, ma di un sorprendente colore amaranto) o il karela (Momordica charantia), il melone amaro di cui oggi si parla molto per le sue virtù utili contro il diabete. Dalla Pennsylvania arrivano le zucchine di colore giallo oro, derivate da varietà coltivate dai nativi indiani Irochesi e Shawnee.

Forse pochi sanno che le patate peruviane a buccia e polpa viola erano un tempo comuni in Piemonte, anche se oggi quasi scomparse dagli orti; dall’America centrale e meridionale e dall’Asia arrivano peperoncini di ogni tipo e di ogni livello di piccantezza. È possibile coltivare varietà di pomodori che vengono dall’Arizona, dalla Bolivia, dal Messico… e persino dalla Russia. Qualche anno fa sono tornati in produzione, grazie a una coppia di vivaisti-collezionisti statunitensi, i pomodorini gialli ‘Azoychka’, un’antica varietà che veniva coltivata negli stati meridionali nell’Unione Sovietica e che ancora oggi vengono venduti nei mercati di frutta e verdura di Mosca. Parente dei pomodori è anche il messicano Tomatillo o albero dei pomodori, un arbusto che regala piccoli frutti saporiti.

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Maxixe

Dall’Oriente arrivano ortaggi ideali per l’orto autunnale e invernale, come i cavoli cinesi (Brassica pekinensis) e il daikon (Raphanus sativus var. longipinnatus), un rapanello bianco piccante dalla forma allungata molto resistente al freddo. Amano invece il caldo, e sono quindi da coltivare dalla primavera all’estate, il chayote (Sechium edule), parente delle nostre zucche, amatissimo in Brasile, e l’africano maxixe (Cucumis anguria), piccolo cetriolo saporito con la buccia a spine molli diffuso nelle Americhe, oppure il “melone cornuto” (Cucumis metuliferus detto “kiwano“), originario dell’Africa centrale.

E le zucche? Sebbene la loro patria sia nel cuore dell’America centrale, la zucca è diffusa in tutto il pianeta. In Giappone, per esempio, non c’è orto senza la ‘Naguri’, una zucca a polpa dolce. In Corea c’è la curiosa Pum Ae, con frutti grossi e verdi, simili a enormi zucchine. Ovunque in India si trova la zucca ‘Tinda’, sferica e con buccia verde chiaro, mentre in Cina c’è la zucca papaya (Cucurbita pepo), a forma di pera, e in Sud Africa sono diffuse le zucche ‘Snow White’ con scorza e polpa bianca.

Persino la Nuova Zelanda può offrire qualcosa al nostro orto multietnico: la patata dolce chiamata dai Maori “kumara” è ottima, e cresce bene nei nostri climi. Si consuma lessata, come contorno, in zuppe dolci e nutrienti, e ha la polpa giallo-arancione. Appartiene al genere Ipomea, lo stesso che ci regala la pianta dai bei fiori rampicanti a forma di campanella.

Il risultato di un orto così diversificato e ricco di stranezze? Un viaggio virtuale nel tempo e nello spazio, per la soddisfazione di portare in tavola qualcosa che, nato e cresciuto nel nostro orto, ci racconta di genti e di culture diverse.

COME COLTIVARE LE VERDURE ESOTICHE – Il consiglio di Viridea
• L’africano kiwano o melone cornuto è ideale anche per l’orto dei bambini perché i semi germinano rapidamente, nel giro di una settimana, e la pianta cresce con velocità, attorcigliando i tralci su un grigliato o una rete. La semina va fatta a fine inverno in serra oppure a dimora da maggio in poi.

• Le piantine di cavolo cinese Tabaluga, ideali anche per l’orto autunnale, hanno sviluppo rapido: in meno di due mesi dal trapianto sono pronte da raccogliere, le foglie sono molto saporite. Pianta molto rustica e resistente alle malattie, consigliata anche agli orticoltori poco esperti.

• Il mais dolce messicano produce pannocchie da mangiare alla piastra con burro e sale. È facilissimo da coltivare, al sole, in vasi o cassette profondi, e poco esigente: l’irrigazione è consigliata solo in caso di lunga siccità e al momento della formazione della pannocchia.

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2 risposte a “Orto multietnico: cosa piantare sul balcone?

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