E’ ufficiale, oggi nasce il giardiniere professionista italiano

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E’ nato ieri il giardiniere professionista italiano: con l’approvazione del Senato, nel Belpaese finalmente la figura di chi si occupa e manutiene il verde per mestiere è stata riconosciuta giuridicamente a livello nazionale. Per fare l’avvocato ci vuole una laurea, per fare il medico pure, per fare l’insegnante anche. Ma per fare il giardiniere fino ad ora in Italia non ci voleva nulla: la scelta di prepararsi e fare corsi specialistici nelle scuole dedicate era affidata alla volontà del singolo. Da ieri non è più così: l’idoneità professionale del costruttore e manutentore del verde è stata approvata. Una nuova dignità sancita per un lavoro che in molti considerano da sempre un hobby. Cosa dunque sarà necessario da adesso in Italia per potersi definire giardinieri professionisti?

Addio imprese di pulizie che improvvisano il taglio delle siepi, addio vicini di casa compiacenti che potano alberi (e fanno danni) per passione. A Roma la decisione, che Nada Forbici Presidente di Assofloro definisce “storica ed epocale”, è presa: per fare il giardiniere sarà necessaria una preparazione riconosciuta legalmente. Ora ogni Regione italiana dovrà dare forma al provvedimento, indicando le certificazioni che occorreranno da oggi in poi ai giardinieri professionisti per poter svolgere la loro professione sul territorio. Si spera che la base delle competenze richieste da tutte le regioni sia comune, in modo da permettere ai giardinieri di esercitare il loro lavoro in qualunque angolo d’Italia, con solo l’eventuale aggiunta di specializzazioni legate a problematiche locali (es. xylella).

giardiniera400Attenzione, il passo non è solo un atto legislativo profondamente necessario per la categoria. E’ anche e soprattutto un mezzo a disposizione del comune cittadino per capire chi si trova davanti, se sta affidando il suo spazio verde ad una persona preparata o se sta rischiando con qualcuno che non possiede una competenza adeguata.

La notizia che l’idoneità professionale del costruttore e manutentore del verde è stata approvata è giunta durante un importante convegno a Montecitorio svoltosi ieri (guarda la diretta di Fiori&Foglie su Instagram), mercoledì 6 luglio, nella Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati che ha riunito politici – il Vice Ministro all’Economia l’On. Enrico Zanetti, Il Vice Ministro delle Politiche Agricole il Senatore Andrea Olivero, il Vicepresidente della Commissione Bilancio Camera, On. Fanucci, l’On. Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente Camera -, ricercatori e l’intera rappresentanza della filiera florovivaistica nazionale per discutere ed illustrare nel dettaglio i 3 disegni di legge per il verde a firma del Senatore Gianluca Susta, dell’On. Bernardo, Presidente Commissione Finanze Camera, e dell’On. Borghi, Capogruppo Commissione Ambiente Camera, attualmente sottoposti all’attenzione del Governo. La fusione dei disegni presentati in modo trasversale agli schieramenti politici intende dar vita ad una legge che possa estendere agli spazi verdi la detrazione fiscale che già si applica da alcuni anni alla ristrutturazione edilizia.

Accolto con grande entusiasmo dal mondo professionale del verde, il riconoscimento del mestiere di giardiniere è frutto di due anni e mezzo di lavoro intensissimo e confronti serrati da parte delle grandi associazioni di florovivaisti quali Assofloro, con il forte sostegno di Ettore Prandini e Lorenzo Bazzana di Coldiretti, che si sono uniti con tutta la filiera in un organo di Coordinamento che fa da braccio anche al Tavolo nazionale che ha condiviso questo lungo ma vincente percorso legislativo.

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40 risposte a “E’ ufficiale, oggi nasce il giardiniere professionista italiano

  1. e’ sicuramente una bella notizia, per chi al verde si è sempre dedicato per passione e potrà frequentare corsi per perfezionarsi, per chi vorrebbe dedicarvisi e non sapeva come fare, per chi, come gli enti pubblici, dovendolo gestire potrà affidarsi ad esperti “veri”

        • Si io e tutti i colleghi ad esmpio al bioparco di Roma. Non parliamo poi e delle potature dove i giardinieri compiono DISASTRI!!!! Perche” potare un Larice o un platano e’ ben differente che una rosa rampicante! Bisogna conoscere la ecofisiologia che per voi e’ ARABO e, in realta’ la potatura e’ una distorsione umana, perché ci si dovrebbe limitare alla rimonda! Per fortuna la società italiana di botanica si e’ mossa per fermare questo scempio.

          • Stai scherzando spero… io ad un biologo non gli farei nemmeno strappare le erbacce. Il giardiniere vero conosce le piante e ha dei titoli di studio alle spalle a cui dovrà aver aggiunto anni di pratica. Io sono giardiniere paesaggista e conosco benissimo la fisiologia delle piante, la tassonomia, le dito patologie, i nomi di tutti i composti chimici, i nomi di tutti i patogeni, la chimica della terra, e oltre a tutto questo conosco l’architettura del paesaggio e so crearti un giardino che possa portare dignitosamente questo nome. I biologi se ne stiano sotto la cappa a giocare con le scatole petri

          • Sempre per il sig giuseppe (ora rosica e studia per creacere un po’ sei ancora in tempo la realta’ e’ l’esatto opposto di quello che sogni te! Sei molto infantile e se ne pagano le conseguenze)
            Giovanni Maluberti Biologo capogiardiniere e direttoregiardi i del Castello di Uzzano!

            Prof Giulia Caneva

            1980-1983 Esperto Biologo specializzato in geobotanica presso il Dipartimento di Biologia Vegetale dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, per lo svolgimento di un progetto finanziato dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali. Prima classificata nel concorso di idoneità indetto per il conseguimento della qualifica di esperto scientifico.
            1982- Vincitrice del concorso pubblico a due posti di esperto biologo del Ministero per i Beni culturali ed ambientali (Prima classificata).
            1983-1992 Biologo Direttore presso l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma
            1986-92 Professore a contratto di Botanica Generale (a.a. 1986/87), di Botanica Sistematica ed Applicata (a.a. 1987/88; 1988/89; 1989/90) e di Botanica sistematica (a.a. 1990/91) presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli studi della Basilicata.
            1992-1994 Professore associato di Botanica sistematica e applicata presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli studi della Basilicata. 1994 Professore associato sulla cattedra di II fascia Botanica II presso l’Università degli studi di Roma Tre, (chiamata per trasferimento), dove presta servizio tutt’oggi.
            1998- 2001 Presidente del Corso di studio del Diploma di Operatore Tecnico Ambientale (Diploma Facoltà Scienze MM.FF.NN, finanziato dalla Regione Lazio)
            2001 idoneità a Professore Ordinario nel raggruppamento BIO-03 Botanica applicata ed Ecologia Vegetale
            2002 ad oggi in servizio in tale ruolo presso la Fac. Sc. Matematiche Fisiche Naturali dell’Università di Roma Tre. Ha concluso nell’ottobre 2005 il periodo di straordinariato.
            2007- Membro del Collegio dei docenti della Scuola di Dottorato in Biologia dell’Università di Roma Tre.
            2011-2013 Membro del Senato Accademico dell’Univ. Studi Roma Tre, come Rappresentante dell’Area di Scienze
            2009- Oggi Incaricata dal Rettore per l’organizzazione delle attività nel centro di Allumiere
            2011- Oggi Direttore del CROMA, Centro di Ateneo per lo studio di Roma, (Uni Roma Tre)

            Insegnamenti tenuti presso l’Università di Roma Tre

            • Botanica II (Corso di Laurea in Scienze Biologiche) (1995-/2001).
            • Ecologia- Fondamenti di Biologia ambientale nell’indirizzo ambientale del corso di Laurea in Economia e Commercio (1995-97)
            • Ecologia (Corso di Laurea in Scienze Biologiche) (1997-1999).
            • Ecologia vegetale per il Diploma di Operatore Tecnico Ambientale (2000-01)..
            • Botanica (Corso di Laurea in Scienze Biologiche) (2002-oggi).
            • Botanica (Corso di Laurea in Storia e Conservazione patrimonio artistico) (2003-oggi).
            • Pianificazione e gestione giardini storici e parchi archeologici (Corso di Laurea Magistrale in Biodiversità e gestione ecosistemi) (2007-oggi)
            • Etnobotanica (Corso di Laurea Magistrale in Biodiversità e gestione ecosistemi) (2008-oggi)

            Docente anche in diversi corsi nazionali e internazionali nel settore della conservazione del patrimonio artistico e monumentale (es. ICCROM- “Scientific Principles of Conservation”- “Conservation of mosaics” “Conservation of Architectural Heritage” “Conservation of Mural Paintings and related Architectural Surfaces” “Conservation of archaeological sites e UNESCO (Venezia).

        • Al Sig Giuseppe che da buon vigliacco giardiniere spara fandonie (NON PERMETTENDO DI RISPONDERGLI) …che dice…io ho studiato la fisiologia vegetale, io giardiniere la chimIca del terreno, le malattie dei patogeni (semplicemente capra si chiama fisiopatologia e fitoiatria capra di un giardiniere), SAPPI CHE:
          1- SONO 20 MAIL CHE VI VENGONO FATTI NOMI DI ILLUSTRI BOTANICI (VOGLIO SOLO VEDERE UN GIARDINIERE CHE SAPPIA SCRIVERE UNA DESCRIZIONE DI UNA PIANTA COME SU FLORA DI’ITALIA 3 VOLUMI DEL PIGNATTI CHE CERTO NON E’ UN GIARDINIERE MA UN BOTANICO!), TUTTE LE TECNICHE (A DIR VERO IL GIARDINIERE NON LE SA USARE VENGONO I TECNICI) CHE SI USANO IN SERRA, SU CAMPO, PER IL MANTENIMENTO DELLA SALUTE DI IMPIANTI VEGETAZIONALI, SIA IN AREE STORICHE E GIARDINI STORICI, SONO OPERA DI BOTANICI, VEDI LA SOCIETA’ DEPUTATA ALLO STUDIO DEI GIARDINI STORICI PRESENTE NELL’ORTO BOTANICO DI PADOVA, FONDATA DAL BIOLOGO PATRIZIO GIULINI, ESPERTO DI INGEGNERIA NATURALISTICA, DOCENTE DI BIOGEOGRAFIA E BOTANICA SSITEMATICA UNO DEI PIU’ RINOMATI STUDIOSI DI GIARDINI STORICI E NE HA SALVATI A DECINE, O COME QUELLA PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO VEGETALE SICULO, FONDATA DALL’ORTO BOTANICO DI PALERMO, OVE IN ENTRAMBE NON C’E’ LA PIU PALLIDA OMBRA DI UN SOLO GIARDINIERE COME RAPPRESENTANTE, MA SOLO BIOLOGI, NATURALISTI, AGRONOMI E FORESTALI.

          2-FISIOLOGIA VEGETALE? CHIMICA E BIOLOGIA DEL TERRENO (PER TUA INFORMAZIONE SI CHIAMA PEDOLOGIA, TROPPO RAFFINATO PER TE GIARDINIERE), SONO LE TUE MATERIE? MATERIE? MATERIE CREATE DAI BIOLOGI SONO LE MATERIE CHE STUDIA SOLO IL GIARDINIERE? E COME FAI A STUDIARLE SE PER CAPIRLE SERVONO PROFONDISSIME CONOSCENZE DI BIOCHIMICA, GENETICA, A LORO VOLTA PER CAPIRLE DEVI AVERE PROFONDE CONOSCENZE DI CHIMICA ORGANICA? STRANO NON LO SAPEVO CHE IL GIARDINIER” NA MANO SUL TRATTORE E UNA SCRIVE I TRATTATI DI BIOCHIMICA VEGETALE”! SEI IL TIPICO CAZZONE ITALIANO IGNORANTE COME UNA RAPA, DEGNO DI ESSERE UN GIARDINIERE PERCHE’ VERAMENTE NON CI CAPISICI UN BENEMERITO CAZZO DI PIANTE! TU CHE NE SAI COSA FA UN BOTANICO, CHE NEANCHE SAPETE CHI FOSSE LINNEO E QUEI DUE NOMI CHE IMPARATE IN LATINO, I PIU’ SEMPLICI, CHE CERCATE DI PRONUNCIARE A DUE CASALINGHE PER FARVI LUSINGARE, LI HA DATI PROPRIO QUESTO ILLUSTRE BOTANICO SVEDESE IN “ACTA PLANCTARUM” CAPRA DI UN GIUSEPPE (CHE NON ERA CERTO UN GIARDINIERE IDIOTA!!!!!!!!!).
          TUTTI I PIU’ GRANDI GIARDINI STORICI DA VILLA TARANTO O A VILLA PAMPHILI A ROMA, VERSAILLES A PARIGI, KEW BOTANICAL GARDENS IN UK, HANNO SEMPRE AVUTO UN BOTANICO COME ESPERTO A CUI CHIEDERE QUALI PIANTE INSERIRE E COME CREARE, MUOVENDO INTERI GRUPPI DI TERRENI, LA CORRETTA FASCIA MICROCLIMATICA ZONALE, PER CREARE I PARCHI IGNORANTE DI GIUSEPPE. IGNORANTE HO 45 ANNI DA 18 MI OCCUPO DI VERDE URBANO E NATURALE FIGLIO DI PAPA’ CI SARAI TU TUO PADRE E TUO FRATELLO,SONO ESPERTO DI PAESAGGIO STORICO VEGETALE E ARCHEOLOGICO E URBANO, SONO UN BIOLOGO DA CAMPO IDIOTA NON CAPSULE PETRI, SONO DIRETTORE DEL SERVIZIO GIARDINI E PARCHI DI UN ECCELLENTE COMUNE E SONO STATO DIRETTORE DI UN GIARDINO STORICO PER 10 ANNI, SONO CONSULENTE DI 5 GIARDINI E PARCHI STORICI E 3 URBANI, OVE PROGETTO, CURO E SALVAGUARDO PIU’ DI 190 ETTARI DI VEGETAZIONE, (ALCUNI MIEI PROGETTI HANNO VINTO PREMI IN ITALIA E FRANCIA DEMENTE) PER UN TOTALE DI 2980 SPECIE DI PIANTE E CIRCA 5000 SOTTOSPECIE, PIANTE DI CUI IGNORI L’ESISTENZA GIARDINIERE DEI MIEI COGLIONI, PIANTE DI CUI NON SAPRESTI LEGGERE NEANCHE IL NOME.
          LE TUE DISGUSTOSE E IGNORANTI ELUCUBRAZIONI E DISFORISMI MENTALI SUI BOTANICI CHE SONO COLORO CHE NON SOLO HANNO SCOPERTO TUTTE LE PIANTE NOTE AL MONDO, GIRANDO IN POSTI E AREE GEOGRAFICHE CHE PER VOI VIENE DIFFICLE ANCHE SOLO PENSARE ESISTANO AVENDO UNA IGNORANZA COSMICA IN ECOLOGIA, MENTRE I GIRDINIERI SI STAVANO GRATTANDO IL CULO DORMENDO SOTTO I PERI…..O I FICHI, SONO ORMAI NELLE MANI DELLA SOCIETà BOTANICA ITALIANA, DELL’ORDINE NAZIONALE DEI BIOLOGI, E TI GIURO CHE VOGLIO VEDERTI DENUNCIATO TE E QUEGLI ALTRI DUE DEMENTI CHE HANNO RISPOSTO. AVETE ROTTO LE PALLE IN ITALIA PER 500 ORE DI CORSO CHE FATE, A SENTIRVI ESPERTI DI QUESTO E QUEST’ALTRO, QUANDO VI VENGONO DATI CENNI RUDIMENTALI CORRISPONDENTI A UN INDICE DEL LIBRO PER UN BIOLOGO, CON UNA DIFFICOLTA’ PARI A UNA SCUOLA MEDIA! ORA BASTA! SCIACQUATEVI LA BOCCA QUANDO PARLATE DEI BOTANICI E COMPRATEVELO QUALCHE LIBRO DI STORIA DELLE PIANTE IDIOTI! E ORA PASSIAMO ALLE DENUNCE!
          E quanto e’ vero DIO devi pentirti della tua IGNORANZA E AROGANZA!

          • Per il sig Giuseppe:
            GAZZETTA UFFICIALE, 1940, NUMERO XXVIII;
            Guida alla professione di botanico:
            Studia le forme di vita vegetale, il mondo delle piante. Capire i loro comportamenti, le capacità di adattarsi a climi e ambienti diversi. Raccogliere e analizzare semi. Il botanico è il massimo esperto di piante e ora. Studia le piante e in generale tutto il mondo vegetale. Grazie a professionisti come i botanici sono state salvaguardate specie in via d’estinzione. Lavora nel campo della ricerca, nella progettazione del verde urbano e nei programmi di strutturazione forestale. Anche presso istituzioni pubbliche (Comuni uffici parchice giardini, demani forestali, uffici oer l’agricoltura, enti per la bonifica, Orti Botanici, giardini storici e urbani, parchi archeologici), o private.

            Vediamo in dettaglio la professione di botanico:
            Chi è il botanico
            Di cosa si occupa un botanico
            Come si diventa botanico
            Materie di studio
            Sbocchi professionali

            Chi è il botanico
            Il botanico è lo specialista che raccoglie ed analizza semi, piante, fiori, pollini etc. per studiare la diffusione delle specie vegetali, i loro incroci e le capacità di adattamento. Un botanico è in grado di analizzare e valutare modelli complessi come quelli degli ambienti naturali dove interagiscono fattori a variabilità multipla e il verde urbano dove ha potere e capacità decisionale per la sua programmazione. Il botanico è definito come l’esperto massimo nel campo delle specie vegetali. Sono di sua competenza lo studio di specie conosciute, la ricerca e la creazione di sottospecie e varieta’ nuove e soprattutto è compito del botanico salvaguardare le specie esistenti.

            Di cosa si occupa un botanico
            Il botanico si occupa di studiare l’anatomia delle piante, come avviene l’impollinazione, la capacità di adattamento, le eventuali malattie. Organizza e categorizza il regno vegetale e dei funghi. Studia la distribuzione delle piante sul territorio. I fossili di piante. Le spore e i pollini. È compito di un botanico redigere Codici di Botanica. Il suo lavoro è fondamentale nello sviluppo di nuovi metodi di coltivazione di piante o fiori, per lo studio di tecniche per un loro miglioramento e di metodologie atte a creare nuove specie o ibridi. Il botanico è chiamato ad analizzare la diffusione di specie all’interno di parchi naturali, località protette o a rischio d’inquinamento. Di progettare parchi e giardini in contesto urbano e periurbano.
            Conosce i tessuti, gli organi e le modalità di propagazione e riproduzione delle piante.

            Come si diventa botanico
            Un botanico è un dottore in Scienze Biologiche, in Scienze Forestali e Agrarie. Dopo la laurea è possibile iscriversi, in seguito al superamento di un esame di stato, all’Ordine dei Biologi, se si è in possesso di una Laurea in Scienze Ecologiche e Biologiche, o dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, se si è in possesso di una laurea in Agraria.

            Materie di studio
            • Anatomia vegetale
            • Botanica
            • Botanica sistematica e Geobotanica
            • Chimica generale
            • Chimica organica
            • Embriologia vegetale
            • Forme e funzioni delle piante terrestri
            • Geografia fisica e cartografia
            • Geologia
            • Mineralogia
            • Zoologia generale

            Sbocchi professionali:
            Il botanico lavora all’interno di parchi naturali, oasi, riserve e orti botanici di cui spesso ne è direttore. E’ cardine nella progettazione di parchi e giardini, occupandosi di tutti gli aspetti di vegetazione e flora.
            Nella direzione di giardini e parchi compila le tabelle lavorative per giardinieri e operai del verde, di cui ne segue il lavoro.

        • Sig Giuseppe studi e non si metta contro un botanico che fa brutte figure!
          Rivista di storia della botanica coloniale anno 1908, numero XXVII:

          Il Dottor J.Forbes Royle (1799/1802 botanico e sovraintendente del giardino botanico delle compagnie delle Indie orientali in Himalaya a Saharanpur) e’ stato uno dei massimi esperti di orticoltura al mondo; invento’ la tecnica di innesto a spacco e a corona, a lui devono praticamente molto, generazioni e generazioni di giardinieri, poiche’ invento’ il prototipo del decespugliatore, riducendo il loro lavoro manuale come operai.
          Nel suo libro “Sulla cultura e commercio del cotone in India e altrove“ accenna agli “Istituti sacri di Manu” datati 800 a.C. dove si parla di cotone come già di uso comune all’epoca, seleziono’ negli anni alcune varieta’ di cotone e, di alberi di mango…

      • si sui libri? hai mai potato botanico? che egoismo individualista, sei il classico esempio di italiano medio, ecco perché questo paese non va da nessuna parte!!, Sii umile perché tu botanico sono convinto che i lavori sporchi non li fai; e aggiungo che i bravi giardinieri di un tempo non erano botanici, vivevano in simbiosi con la stagionalità.. Ahh questi studiosi moderni, che ride!!!

        • Demente ma sii te più UMILE, avete rotto le palle in Italia che meno studi e più ti ritirni un saggio…..( i giardinieto con il ritmo dellr stagioni……) ma SEI RIDICOLO!!!! SINTOMATICO CHE NON HAI MAI APERTO UN LIBRO IN VITA TUA E NON RIESCI A SOSTENERE UNA CONVERSAZIONE TECNICO-SCIENTIFICA, i botanici esistono dal 1700 e quindi dimostri, in quanto giardiniere, di essere una capra! Vuoi parlare di piante! Dai fallo con me e ti dimostro che in quanto giardiniere, non ci capisci nulla! Se un bambino ti chiede cosa e’ una foglia o un fiore REALMENTE, te non glielo sai spiegare, perche’ i giardinieri non sanno neanche spiegare cosa e’ una pianta! I giardinieri al massimo pulivano le strade dalle foglie! E ripeto la potatura e’ una tipica stortura umana per schiavizzare le piante fruttifere e fiorifire! Di piante un giardiniere non ci capisce nulla! Negli orti botanici, i bota nici seguono attentamente i giardinieri per evitate i loro disastri.
          Dimmi che differenza c’è tra un corroborante e un coaduviante di un fitofarmaco o che comporta una carenza di potassio o sodio in una pianta! Le rose di quali minerali necessitano di più crescono su terreni acido o alcalino meglio! Per te è arabo!!!!! Che differenza c’e’ tra una geofita di primo tipo e una di secondo tipo, che differenza c’e’ tra gariga e macchia mediterranea idiota ti invito al bioparco a vedere come i botanici si fanno il culo a mantenere le aree verdi!!!! Studia prima di parlare, perche’ definire un bota nico studioso moderno, dimostra che i giardinieri non hanno mai aperto un libro in vita loro! Ti ricordo Linneo (dubito te lo conosca) e siamo nel 1700!
          Per fortuna si sta evitando questo scempio di dare ruolo a chi con la terza media, per 400 ore di corso, cioè tre mesi di elementari insegnamenti, pretende di essere un esperto di piante (A FRONTE DI CHI STUDIA 5 ANNI DI LAUREA PIÙ 4 DI DOTTORATO IN SCIENZE BOTANICHE, DELLA VEGETAZION E ORTICOLTURA!!!! A BIOLOGIA, AGRARIA ETC!!!!) e se gli chiede dove cresce un cedro dell’atlante ti guardano come se hai parlato cinese! A mio avviso il giardiniere non serve a nulla o poco! Chiunque lo può’ fare, ma non chiunque fa il botanico!

          • Non tutti i giardinieri sono capre. La mia formazione: Diploma di agrotecnico, laurea in scienze agrarie, master 2 anni in Inghilterra con qualifica di green Keeper, uso correttamente programmi di progettazione bi e tridimensionale, conosco 4 lingue. Non tutti i giardinieri sono capre.

          • Tu caro studiato potrai stare ancora 1000 anni a studiare,ma l’umiltà non la imparerai mai.BUONA SAPIENZA.

          • Le cattedre di fisiologia vegetale, come quelle di ecologia vegetale, botanica sistematica e generale, applicata, etnobotanica, chimica del terreno e pedologia, patologia vegetale, fanno parte del corso di laurea in scienze biologiche dove lei sig giuseppe certo non e’ mai andato perche’ ci capirebbe poco, anzi, nulla! Non esiste una scuola di giardiniere figurarsi un corso di laurea! Esistono solo due corsi di giardiniere uno del Comune di Roma il più’ antico tra i due, dove oltretutto ci sono solo biologi e agronomi come professori! Lo so perche’ un mio collega biologo insegno’ li’ botanica ornamentale, il prof attorri. Le informazioni che vengono date sono spogliate al massimo per renderle più’ elementi tari possibili visto che in queste scuole ci vanno a studiare persone anche di 50 anni! Con un titolo spesso di terza media e certo non gli puoi fare la biofisica della catena elettronica della chemiosmosi o della fotosintesi clorofilliana, arabo per lei sig giuseppe questa è fisiologia vegetale! L’altra scuola, e’ a Monza, in collaborazione con la scuola di agraria, e anche li’ insegnano biologi e agronomi. Sarei curioso le sue lauree da giardiniere dove l’ha presa! Alla fine i biologi insegnano ai giardinieri caro Giuseppe troll! E virrei vedere!Alla fine di queste due scuole si prende un attestato. Per usare fitofarmaci si deve conseguire un patentino alla Regione ove i biologi e agronomi non devono seguire alcun corso, perche’ preparati e abilitati, infatti questi corsi insegnano biologi e agronomi (e certo no giardinieri), lei invece si deve seguire obbligatoriamente, se non segue non farà alcun esame! Capisce la differenza? Infine un giardiniere sara’ sempre un operaio del verde, rispetto ma potera’ sotto l’attenzione di un botanico e un agronomo e porterà via gli sfalci! E ora vada a quel paese e si sciacqui la bocca rispetto chi in 9 anni di università ha fatto 40 esami da 1000 pagine ciascuno e più’ di 20 di queste sulle piante studiando tutto quello che si conosce! La sua conoscenza in fisiologia vegetale e sulle piante in wuanto giardiniere e’ equivalente a quella di fisiologia umana di un autista di ambulanza nei confronti di un chirurgo o medico fisiologo! Addio demente!

        • Infine domandati, ma sono sicuro che non sai fare neanche un innesto a spacco, chi gli innesti a corona e a spacco etc li ha inventati? Non li hanno certo inventati i giardinieri ma diversi botanici, come la tecnica della margotta, le varietà rosa tea è opera di botanici come il Poulsen nel 1860! Non certo dei signori giardinieri, perché devi conoscere la genetica!!!!! STUDIA CAPRA

          • Lucienne spara meno idiozie! Uno, mandami le tue pubblicazioni sulle piante….vediamo. Secondo tu non sei giardiniere ma agronomo. Terzo progetto regolarmente anche io aree verdi e a differenza di te recupero anche interi lembi boschivi, terzo le lingue le parlano tanti, anche il sottoscritto. Qui si parla di gente che con un corso di 4 mesi si vuole definire esperto di e costruttore di verde! Infine i testi di botanica e fitosociologia come la maggior parte di orticoltura li scrivono i botanici, chissa’come mai. Attendo i link delle tue pubblicazioni scienziato!!!!! Alex shigo biologo inventore della dendrochirurgia e arboricoltura ti suggerisce qualcosa?!

          • Chi avrebbe inventato gli innesti scusa ? I botanici ? E io che credevo fossero stati gli agricoltori della antica Roma e Grecia.
            I più grandi giardinieri non sono botanici, i botanici veri e non i figli di papà qualche volta hanno selezionato alcun varietà o studiato le fitopatologie, la progettazione del verde si avvale di competenze ben diverse. Da come parli si vede che non conosci il mondo del lavoro, aver partecipato a qualche appalto pubblico tramite calci in culo non ti rende giardiniere, la vita reale a contatto con le piante è ben altra. Comunque grazie perché il mondo aspettava da tanto la tua figura competente in mezzo a tanti coglioni

          • Immenso Roberto, tutti ti ringraziamo per avere creato l’universo… Grazie di cuore

            Domanda: Ad un Botanico si può dire “scendi dal Pero?”

          • A giusepoe vieni a confrontarti con me CAPRA DI UN GIARDINIERE UN BIOLOGO BOTANICO TI RIDICOLIZZA E TI VOGLIO UMILIARE CAPRA! GIA RDINIERE DEL PEA SAGGIO AHAHAHA SIETE DEI DEMENTI HAI MAI SENTITO PARLARE DI ECOLIGIA DEMENTE ECOLIGIA DEL PAESAGGIO! IDIOTA NON ESISTE UNA SOLA PIANTA A CUI AVETE DATO N NOME CONSIDERANDO CHE UN GIARDINIERE VEDE TRE PIANTE IN VITA SUA! SARAI SEMPRE UN GUARDINIERE GLI INNESTI NON LI HANNO INVENTATI GL ANTICHIDIOTA HAI NAI SENTITO OARKARECDI POLARITA’ DEL MERISTEMA IDIOTA! ARABO PER TE CHE COSA FATE VOI!? APRITE LIBRI AHAHAHA 3 PAGINE E VI VIENE IL MAL DI TESTA! DOMANDATI COME MAI SE C’E’ DA STABILIRE SE UN BOSCO DEVE ESSERE RECUPERATO O SEMPLICMENTE UN ALBERO DEVE ESSERE SPOSTATO SI CHIAM A UN BIOLOGO UN FORESTALE E AL SOLO NOME DI GIARDINIERE GLI RIDONO IN FACCIA TUTTI. IDIOTA SPIEGAMI COSA SONO LE AUXINE E COME SONO RELAZIONATE ALLA RISPOSTA GRAVITOMETRICA GUARDA CASO SCOPERTE DA FRITS WENT BIOLOGO E NON CERTO un giardiniere di merda ma un biologo direttore degli orti botanici di Missourii 1700 ettari e dove certo non ci si mette una FIGuRA INUTILE SCARSA IMPREPARATA COME IL GIARDINIERE CHE VEDE TRE PIANTE IN VITA SUA ORTENSIA, TULIPANO E GERANI. IDIOTA LINNEO CERTO NON ERA UN GIARDINIERE, COMUNQUE IL TUO IT DEL PC E CIO’ CHE HAI SCRITTO SONO STATI NANDATI AGLI UFFUCI LEGALI DELL’ORDINE NAZIONALE DEI BIOLOGI E TI PRENDI TESTA DI DEMENTE UNA BELLA DENUNCIA dalka procura della repubblica PER ABUSO DI TITOLO E INSULTI ALLA PROFESSIONE di botanico, GIARDINIERE DEI MIEI COJONI!

        • Legge 6, comma 6 del regolamento Comunale per il mantenimento del verde urbano:

          I professionisti che per legge sono deputati al mantenimento dello stato di salute del verde urbano e di un impianto vegetazionale sono il laureato in Scienze Biologiche, Scienze Agrarie e Scienze Forestali. Come vedi sig giuseppe nessun giardiniere capra! Il numero poi di fitofarmaci (diserbanti, pesticidi, anticrittogamici), si aggira sui 300 tipi, il numero degli agenti infestanti, insetti, protozoi, funghi e infettanti (virus, batteri) perche’ CAPRA DI UN GIARDINIERE, tu la conosci la differenza tra infestante e infettante vero? Si aggira sulle 8.000 specie dati Ministero Agricoltura , che te, cito le tue ridicole parole…..io conosco tutte a memoria….. A GIARDINIERE TROLL SEI RIDICOLO MA VATTENE A DORMI’ C’HAI FATTO RIDERE BUFFONE DI UN GIADINIERE sei la prova provata che di piante non ci capite NULLA!

  2. Finalmente, ci voleva; è da sperare ora che il verde delle nostre città sia seguito da veri professionisti e non da incompetenti! ( ho visto potare piante in piena fioritura e quando mi sono fermata per dire “che fate” mi è stato risposto che io ero incompetente e loro sapevano quel che facevano )

    • Magari se invece di questo avessero assunto i BOTANICI da anni non accadeva! Con rispetto un conto essere botanico un conto il giardiniere!

  3. Raggiunto un traguardo fino a ieri considerato impossibile grazie alla tenacia ed alla perseveranza della Presidente Nada Forbici.
    Finalmente si pone uno stop al fai da te di Comuni o volontari che fanno solo danni alla società civile nel credo di un risparmio (?) per le casse comunali.
    La preparazione tecnico scientifica data dalla scuola/università (periti e agronomi) potrò avere un futuro lavorativo.

  4. Finalmente….. ci paragonano ad improvvisati che fino a ieri erano impiegati, operai generici ecc.. che a causa della crisi sono stati licenziati…….. e che si fa per sbarcare il lunario….. il giardiniere….. tanto le piante non parlano, la stragrande maggioranza delle persone di piante non ne capiscono e dunque fanno ciò pare e piace, molte volte distruggendo il patrimonio verde privato e pubblico tra l’altro a prezzi stracciati e chi ha dedicato una vita di studi al mondo delle piante si ritrova senza lavoro.

  5. Bene, io sono un arboricoltore certificato European Tree Worker che è anche diventato esaminatore alle sessioni di esame, ho competenze in valutazione della stabilità degli alberi, in tecniche di tree climbing e abbattimento controllato, ho alle spalle centinaia di ore di formazione e conseguenti migliaia e migliaia di euro ma non sono un giardiniere. Il problema è che sono inquadrato come artigiano manutentore di parchi e giardini perché non esiste la figura professionale dell’arboricoltore. Ora, dopo dieci anni di lavoro, cosa potrò fare? Vado in stamperia?

    • Dovrai seguire l’iter dell’ordine altrimenti coloro che richiedono i tuoi servizi contravverranno alla legge. Sarai disoccupato, ma in conformità di legge. Rallegrati.

  6. ma il mio dipendente che si occupa della manutenzione tra l’altro anche del piccolo giardino della ditta deve iscriversi all’albo?

    • Ciao Daniela,
      ogni regione italiana sta recependo in questi mesi la novità legislativa, e darà indicazioni su tempi e modi. Fiori&Foglie è in contatto con enti ed associazioni e darà notizia appena sarà definito un percorso regionale definitivo.

  7. Rimane sempre il fatto che di fronte a un botanico, un giardiniere di piante non capisce un benemerito CAZZO! Portate un giardiniere non in un bosco, sarebbe troppo, ma nel prato vicino casa, non sa distinguere un fiore. Provate a fargli spiegare come funziona un albero meglio chiederlo a un sarto! Le piante le conosce il botanico, il giardiniere è un esecutore di ciò che dovrebbe dirgli di fare un botanico! In Inghilterra e Francia funziona così da sempre e i giardini sono uno spettacolo! Fatevi spiegare il concetto di microclima zonale da un giardiniere, neanche sa che esiste! O spiegatevi come mai se si deve stabilire lo stato di salute di un albero, per legge si chiama o il biologo botanico, o l’agronomo, o il forestale non certamente il giardiniere!

    • Sto leggendo con estremo interesse la diatriba tra botanici e giardinieri. In concreto mi piacerebbe sapere se per curare il mio piccolo parco in sicurezza,devo rivogermi direttamente ad un botanico oppure mi serve un giardiniere oppure tutti e due.Preciso che non ho molti soldi da spendere massimo 5/6 mila euro annui,per circa 450 ore di lavoro.

  8. Forse nessuno si rende conto della problematica di iscrivere un povero giovane come giardiniere e spiegargli che per ora non lo può fare, perché deve aver fatto dei corsi professionali che ancora non sono partiti e quindi lo potrà fare senza una posizione aperta oppure restare senza far niente in attesa che il sistemi si attivi correttamente! E la nostra burocrazia, come sempre complica tutto….. Che i giovani continuino a sperare!!! E che legislatori continuino a non conoscere la realtà del cittadino comune…..Grazie Signori della Legge…..provate a scendere nella quotidianità per una volta…..

  9. Finalmente, così avremo un pò di giustizia nel contrastare improvvisati manutentori e fantomatici esperti fito patologi, che sino ad ieri realizzavano infissi.

  10. La conoscienza e la cultura prima di tutto.
    Ma siamo sicuri che l’obbiettivo è di formare persone competenti? Non sarà mica per ingrassare formatori che poi rilasciano attestati di frequenza senza controllare la competenza acquisita(come coi punti per la patente)?

  11. Lo studio e la preparazione tecnica sono importanti, ma se non hai il fisico che ti segue tutte le tue competenze non serviranno a nulla e ti ricorderanno che sei un inetto di fronte alla natura. chi non ha alle spalle anni e anni di esperienza nel campo del giardinaggio farà la differenza.
    La selezione che ne consegue sarà un bene comune, e credo che genererà migliaia di dottori grattafondini disoccupati, tant’è che il giardiniere oggi se non è più che ottimista e meglio che non esce di casa.

  12. Formazione e competenze professionali sono molto importanti e fondamentali ma un giardiniere completo che non sa usare il rastrello e che non ha almeno dieci calli per mano difficilmente vedrà l’occasione di trattare una pianta consapevolmente. Aggiungo che possiamo avere anche 4 lauree ma se siamo dei maleducati altezzosi e saccenti ci troveremo tutti a quel paese…

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