Firenze: il WWF chiede di non abbattere gli alberi sani

Alberi? Parliamone. Anche l’associazione ambientalista si unisce al tavolo dell’accesa discussione in corso da settimane a Firenze e dice la sua sul taglio degli alberi che il Comune sta effettuando in tutta la città per rinnovare le alberate di viali e piazze. Nella nota diffusa ieri, il WWF esprime le ragioni della sua opposizione, etichettando come “indiscriminati” gli abbattimenti previsti dal piano comunale, sottolineando come questi interventi incidano troppo sul paesaggio urbano ed esprimendo preoccupazione per la scelta dei peri da fiore (che però, va detto, sono spesso di origini “esotiche” quanto i peri) in sostituzione degli esemplari che vengono abbattuti.

“Come Wwf non possiamo che essere contrari ad una gestione che comporti il taglio indiscriminato di piante che da tanti anni fanno parte integrante della nostra città e della nostra vita quotidiana” – dice la nota del WWF – “A questa problematica si aggiunge poi l’alterazione al ‘paesaggio’ cittadino e tutto ciò che comporta, snaturando quella che ormai è l’identità di piazze e strade e che non potrà essere ristabilita, quanto meno in tempi brevi, con nuove piante (si sente anche parlare anche di strane ipotesi sulle specie che saranno utilizzate per questo, con il rischio di un utilizzo diffuso di specie esotiche che nulla hanno a che fare con la nostra natura, storia e territorio).”

Sulla base di questi dubbi, il Wwf chiede dunque al Comune di Firenze “un immediato stop agli interventi e una rivalutazione dell’intero piano in senso maggiormente conservativo, limitando gli interventi ai soli alberi in condizioni a rischio e mantenendo invece le piante in buone condizioni”.

Tutto questo due giorni dopo che il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha riconfermato il piano di rinnovo delle alberate, dichiarando in un post su Facebook: “Capisco che a colpo d’occhio vedere piazze e strade prive dei suoi alberi ferisca, ma (“…”) nel giro di qualche anno queste torneranno verdi. Lasciamo alle future generazioni un patrimonio arboreo più ricco in un ambiente urbano sicuro, con piante che possano reggere con successo ai cambiamenti in atto”.

Il confronto insomma continua, trasformando gli alberi di Firenze nell’oggetto di un serrato confronto sul verde urbano, in merito al quale intervengono, con toni più o meno accesi – sui giornali come sui social network – esperti, professionisti, ambientalisti, politici e comuni cittadini. Persino Vittorio Sgarbi ha espresso la sua opinione (contro) sull’argomento. Guardando la parte utile, sarà interessante l’evolversi dei fatti a livello nazionale: è infatti probabile che lo stesso scenario tenderà a ripetersi a breve in molte grandi città italiane (a Torino sta accadendo ora), dove le amministrazioni che mettono mano agli alberi devono fare i conti – economici, politici e sociali – con la nuova sensibilità “verde” dei cittadini.

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