Giardiniere professionista in meno di 50 ore? No, grazie!

Basteranno meno di 50 ore di corso, la maggiore età e nessuna esperienza per diventare a tutti gli effetti un giardiniere professionista. E’ questa la pericolosa prospettiva che si sta aprendo ad opera di chi, nelle sedi preposte, sta decidendo della formazione che la legge imporrà in Italia a chi vuole acquisire il certificato di idoneità professionale per “la costruzione e manutenzione del verde”. Ma gli imprenditori del settore non ci stanno. E danno l’allarme…

La denuncia di una legge che rischia di fare gravi danni al nostro verde proviene dai capisaldi della filiera, Assofloro, Coldiretti, Confagricoltura e Cia. Un corso di 50 ore senza nessuna esperienza, sottolineano, non può dare nessuna garanzia di vera formazione e produrrà lavoratori incapaci che potrebbero operare seri danni in giardini storici, parchi di pregio e aree verdi pubbliche e private.

Il confronto tra politica e imprenditori su questo tema da alcuni mesi si è fatto più che mai serrato. Alla luce del recente, sudato, riconoscimento della figura professionale del giardiniere in ambito nazionale, infatti, tutte le regioni italiane sono in questo momento impegnate a stabilire quali saranno le necessarie certificazioni standard che in tutto lo Stivale distingueranno un giardiniere professionista da un semplice appassionato del verde.

Ma la contrattazione con le figure di spicco del mondo imprenditoriale di piante, fiori e spazi verdi, non sta procedendo come ci si aspetterebbe. E la denuncia è forte e allarmante: un corso di 50 ore che, per giunta, può essere frequentato anche all’80%, toglie ogni validità alle scuole, agli impegnativi (e costosi) percorsi di studio e non considera minimamente il valore dell’esperienza acquisita da coloro che hanno già da tempo intrapreso questo mestiere. Al contrario di altre professioni, secondo questa legge inoltre, non occorrono prerequisiti specialistici per accedere al corso formativo, come ad esempio un percorso di studi attinente la materia e un tirocinio di due o tre anni nel settore (tutte attestazioni che invece un normale idraulico è tenuto a fornire).

Inoltre se in 50 ore un muratore o un pasticcere possono diventare giardinieri dall’oggi al domani, è facile intuire che non si attribuisca un gran valore al know-how di chi pratica la professione. E in questo manca un pesante dato di realtà: l’evoluzione degli spazi verdi, soprattutto nelle città, alla luce della nuova sensibilità contemporanea, richiede al contrario sempre più competenze complesse e approfondite, che appartengono a moltissimi ambiti del sapere: dalla biologia, alla fitopatologia, all’ecologia, all’ingegneria, dalle tecniche vivaistiche alla tecnologia, dalla storia dei giardini alla conoscenza degli alberi, dalla cultura del verde all’arte e al paesaggio.

Non si capisce dunque come queste variegate competenze possano essere acquisite in un tempo così risicato, che annulla il valore di una professione, quella di chi crea e lavora in parchi e giardini, che è stata un vanto millenario del Belpaese, marchio di “fabbrica” di ville, scorci e location famose in tutto il mondo.

Insomma, quella politica che dovrebbe far crescere le imprese, invece con superficialità le svaluta. L’Italia però è stanca dei tuttologi: ha bisogno invece di professionisti preparati e capaci, in ogni settore.

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4 risposte a “Giardiniere professionista in meno di 50 ore? No, grazie!

  1. Quanto emerge è che non viene considerato minimamente il valore “ambiente ” come bene comune per la nostra società. Trattandosi di una professione (giardiniere professionista) è giusto che venga previsto un corso ed un esame di abitazione che non può però essere di 50 ore (riducibile a ,40) ci deve essere una preparazione di base seria e completa che richiede unna parte teorica ed una parte pratica. Come è impostato, oggi,il progetto è riferibile ad un apprendista operaio vivaista non certo ad un professionista del verde. E ‘ indispensabile che per diventare giardiniere professionista vi sia unna preparazione benone più complessa di quella che potrebbe essere sviluppata in 50 ore di corso ( nozioni di botanica, entomologia uso dei fitofarmaci, diritto, ecologia ecc. ,come possono essere impartite?)
    Come in tutte le attività si deve prevedere un pre requisito dei anni di lavoro nel settore e/o preparazione scolastica specifica (periti agrari, agronomi ecc.).

  2. In giardino c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare , altro che un corso di 50 ore …impariamo prima ad amare e a rispettare la natura x poi prendercene cura !

  3. Noi della IFGI, istituto formazione groundsman Italia, non possiamo che essere contrari a tali mediocri disposizioni; basti vedere chi vince i bandi presso i comuni per la manutenzione del verde per capire l’inefficenza e sprechi che ogni anno abusivamente operano nei confronti di alberi mozzati, prati incolti, verde dimenticato.

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